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Draghi chiama Putin che rassicura: “Fornitura di gas all’Italia continua”, ma per il premier “Non c’è ancora nessun segnale di pace”

Mentre se da un lato, almeno ufficialmente, i rapporti diplomatici tra Roma e Mosca sembrano essere ridotti ai minimi termini (basta riferirsi al piano di pace italiano ancora non consegnato ai russi in visione), in realtà non è così per ciò che riguarda ‘le alte sfere’.

Poco infatti Palazzo Chigi ha reso noto di un lungo e cordiale colloquio intercorso oggi fra il nostro premier, che ha chiamato il presidente russo Vladimir Putin.

Draghi chiama Putin che rassicura: “Garantiamo le forniture ininterrotte di gas all’Italia ai prezzi fissati nei contratti”

Una telefonata ovviamente incentrata sulla guerra in Ucraina ma, senza trascurare l’altrettanto importante questione crisi energetica, seguita poi dal preoccupante e crescente allarme sulla sicurezza alimentare globale, in merito alla situazione del grano ucraino, ‘0staggio’ delle truppe di mosca.

Ora, visto che ‘dei reali rapporti’ fra questi due paesi poco ne sappiamo, salvo che fra l’Italia e la Russia vi sono ‘cospicui interessi finanziari’ (poco prima della guerra infatti, il Cremlino firmò con molte aziende italiane contratti miliardari), ciò che emerge da questa telefonata – e tra le righe vi si può leggere molto – è che il presidente russo avrebbe assicurato a Draghi che il suo paese “è determinato a continuare a garantire forniture ininterrotte di gas all’Italia ai prezzi fissati nei contratti”.

Draghi chiama Putin, il quale spiega che ad allargare la questione alla sicurezza alimentare sono state le sanzioni

Quindi, inevitabilmente, tra quanto fatto filtrare da Palazzo Chigi, Putin sarebbe tornato a sollecitare la revoca delle sanzioni, spiegando che, ad allargare la situazione alla sicurezza alimentare (quasi fosse per la Russia un Jolly da giocare), sarebbero state le dure restrizioni imposte sia dalla Ue che dagli Stati Uniti.

Draghi chiama Putin, il Cremino: “Pronti a cooperare per il superamento dell’export, ma gli ucraini ostacolano i corridoi”

Dal canto suo il portavoce del Cremlino ha poi affermato che, nel corso della telefonata con Draghi, “Vladimir Putin ha sottolineato che la Federazione russa è pronta a dare un contributo significativo al superamento della crisi alimentare attraverso l’esportazione di cereali e fertilizzanti, a condizione che le restrizioni politicamente motivate siano revocate dall’Occidente“. D’altra parte, avrebbe incalzato lo Zar, “Gli ucraini ostacolano l’apertura di corridoi umanitari per la partenza di navi civili cariche di grano dai porti del Mar d’Azov e del Mar Nero”.

Draghi chiama Putin, il Cremino: “Ribadita l’infondatezza delle accuse alla Russia sul tema della fornitura di prodotti agricoli”

Riguardo poi nello specifico la questione della sicurezza alimentare globale, Putin sarebbe rassicurato che “Il suo paese è pronto a dare un contributo significativo al superamento della crisi alimentare attraverso l’esportazione di cereali e fertilizzanti, a condizione che le restrizioni politicamente motivate siano revocate dall’Occidente“. Ma non solo, stando a quanto riferito ancora dal Cremlino (ma urge sempre sottolineare anche un misto di ‘propaganda’), Putin ”Notando l’infondatezza delle accuse alla Russia sul tema della fornitura di prodotti agricoli ai mercati mondiali, ha richiamato l’attenzione sul fatto che le difficoltà sorte sono collegate, tra le altre cose, alle interruzioni delle catene di produzione e della logistica, nonché alla politica finanziaria dei paesi occidentali durante la pandemia di coronavirus. La situazione è stata esacerbata dalle restrizioni anti-russe imposte dagli Stati Uniti e dall’Unione Europea“.

Draghi chiama Putin, il Cremino: “Al lavoro per stabilire condizioni di vita pacifiche nelle città liberate” del Donbass”

Infine, prima di congedarsi, il presidente russo avrebbe tenuto a rimarcare al premier italiano che “Le autorità russe sono al lavoro per stabilire condizioni di vita pacifiche nelle città liberate del Donbass”.

AGGIORNAMENTO DELLE ORE 23.49

“Draghi: “Da Putin no spiragli per pace. Ma c’è disponibilità sullo sblocco dei porti per il grano, ora dovrò sentire Zelensky”

Poi in serata è stato lo stesso premier a riferire ai media il contenuto della telefonata avuta nel pomeriggio con presidente russo. “Ho cercato Putin – ha esordito Draghi – lo scopo della mia telefonata era chiedere se si potesse far qualcosa per sbloccare il grano che oggi è nei depositi ucraini, perché la crisi alimentare, in alcuni Paesi già presente, avrà proporzioni gigantesche e conseguenze umanitarie terribili“. Tuttavia ha poi aggiunto amareggiato “Da Vladimir Putin “non ho visto spiragli per la pace tra Russia e Ucraina”.

Draghi su telefonata con Putin: “Ora occorre “vedere se si può avviare una collaborazione Russia-Ucraina sullo sblocco dei porti in Mar Nero”

Dunque, ha osservato il capo del governo italiano, “Ora occorre “vedere se si può avviare una collaborazione Russia-Ucraina sullo sblocco dei porti in Mar Nero, dove ci sono molti milioni di tonnellate di grano fermi. Putin ha detto che questo non è sufficiente per risolvere la crisi alimentare, ‘perché il fabbisogno è più alto’, ma io ho chiesto di procedere con lo sblocco o si rischia che questi depositi vadano a male, che marciscano. Putin mi ha detto che i porti sono bloccati perché sono minati dagli ucraini, che però li minano per impedire ai russi di attaccare. Ho chiesto collaborazione a sminare questi porti, e per arrivarci occorre garantire non arrivino attacchi quando i porti saranno sminati. Può essere un tentativo che non avrà esiti ma c’è stata disponibilità da parte di Putin. Ho terminato dicendo che chiamerò Zelensky per vedere se c’è volontà di procedere in questa direzione, se c’è disponibilità. Ho sentito il dovere di fare questo tentativo per una crisi umanitaria che può toccare i più poveri del mondo. Speriamo…“.

Draghi: “Sullo sblocco del grano ne parlerò al Consiglio straordinario europeo, non è esattamente su questo il summit ma credo farò una breve informativa”

Inoltre il presidente del Consiglio ha anche spiegato a Putin che, “del tentativo di sbloccare i depositi di grano che giacciono nei porti ucraini, ne parlerò al Consiglio straordinario europeo, non è esattamente su questo il summit – ha quindi tenuto a precisare – ma credo farò una breve informativa. Ma, attenzione, è un tentativo che potrebbe finire nel nulla ma che mi sento di fare, senza alcuna certezza che possa andare a buon termine, potrebbe finire nel nulla“.

Draghi: “Ho spiegato a Putin che sullo sblocco del grano proverò dunque a telefonare a Zelensky e vedrò se c’è una corrispondente disponibilità”

Del resto, ha quindi aggiunto, “La gravità della situazione ci impone di rischiare e provare cose che possono anche non riuscire”, ad ogni modo, ha assicurato ancora Draghi, “proverò dunque a telefonare a Zelensky e vedrò se c’è una corrispondente disponibilità. Credo che da parte di tutti ci sia la consapevolezza della posta in gioco, ovvero la vita di milioni e milioni di persone“.

Draghi: “Sulla fornitura di gas all’Italia, Putin ha detto che continuerà a fornire le forniture, io non ho discusso, non ho risposto”

Infine, l’unica buona notizia uscita da questo colloquio telefonico (‘egoisticamente’ parlando, almeno per il nostro Paese), è che sulla fornitura di gas all’Italia, Putin “ha detto che continuerà a fornire le forniture, io non ho discusso, non ho risposto, non ho fatto nessuna osservazione, ma questa è la situazione attuale con tutti i Paesi tranne che per quei i Paesi che sono attaccati dalla Russia come la Finlandia e anche la Bulgari, alla quale per un giorno è stata sospesa la fornitura di gas“.

Max