Minacce a George Soros: rinvenuto un ordigno nella sua dimora

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    Già prima del suo insediamento alla Casa Bianca, erano note le posizioni conservatrici del presidente Usa Donald Trump. Alcune sue iniziative in tema di immigrazione, sono state bocciate dal Senato, a cominciare dal ‘Muslim Ban’ che vietava l’arrivo negli Stati Uniti di cittadini provenienti da territori in cui si praticava l’estremismo islamico. Poi c’è stata la battaglia contro i profughi provenienti dal Sud America, che ha visto diversi provvedimenti. Prima la proposta di costruire un muro tra Usa e Messico, poi l’allontanamento di figli appartenenti a genitori di immigrati irregolari (suscitando l’indignazione dell’opinione pubblica) e in ultima analisi la minaccia di tagliare fondi ai Paesi Sud Americani che aiutano i profughi, diretti verso gli States. La battaglia contro i migranti di Trump ha riacceso un’onda xenofoba all’interno del Paese, che ha visto il suo culmine nelle violenze di Charlottsville di un anno fa, che hanno portato alla morte di una giovane attivista. Trump ha poi corretto il tiro, denunciando le violenze, ma le critiche nei suoi confronti non si accennano ad arrestarsi. L’ex tycoon continua imperterrito nei suoi intenti e chi li contesta qualsiasi provvedimento in tema d’immigrazione, lo considera un fautore dell’illegalità. Ma l’opposizione alla campagna di Trump non proviene solo dagli oppositori democratici, ma anche dai suoi ex colleghi imprenditori. Tra costoro vi è il magnate, di origine ungherese, George Soros, da sempre fautore dell’accoglienza ai profughi. Soros si è sempre schierato contro la politica di un altro suo connazionale, il primo ministro ungherese Orban, reo secondo lui di attuare una politica xenofoba nei confronti dei migranti, proprio come Donald Trump. Anche nei confronti dell’inquilino della Casa Bianca, Soros si è opposto duramente in tema d’immigrazione. La filantropia condotta dall’imprenditore sembra però non essere più ben accetta, tanto che Soros è soggetto a continue minacce. L’ultimo riguarda l’invio di un ordigno esplosivo, che è stato rinvenuto nella cassetta delle lettere della dimora del miliardario e filantropo Soros, nello stato di New York, che per fortuna non ha portato a tragiche conseguenze. Si deve sottolineare che Soros è uno dei principali sostenitori del partito democratico, che finanzia con ingenti somme di denaro. Da diverso tempo Soros è entrato nel mirino di associazioni appartenenti all’ estrema destra e recentemente i repubblicani lo hanno accusato di manovrare dal dietro le quinte la carovana di profughi che dalle zone disastrate del Sud America, sta facendo rotta verso gli Stati Uniti. Il presidente Trump ha esteso tutta la colpa all’intero partito democratico: “I dem incoraggiano gli illegali ha violare i confini”, ha dichiarato il leader Usa. Il marchingegno esplosivo è stato fatto brillare dagli artificieri dopo che era stato ritrovato da un dipendente del residence di Soros, che ha prontamente avvisato le forze dell’ordine per la consegna di un pacco sospetto.