UE – ITALIA CONDANNATA PER SANGUE INFETTO DA CORTE UE: DOVRA’ RISARCIRE 350 PAZIENTI

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    I giudici di Strasburgo, hanno condannato lo Stato italiano al risarcimento per i cittadini che si erano rivolti alla Corte Edu, nati tra il 1921 e il 1993: la Corte europea dei diritti dell’uomo, ha dato ragione ai pazienti contaminati da Hiv ed epatite, virus trasmessi da trasfusioni nel corso di trattamenti medici. La Corte evidenzia un colpevole ritardo burocratico e un mancato rimedio in alcuni casi. Queste le parole dell’avvocato Michele Scolamiero che da anni segue il caso: “E’ una sentenza molto importante, storica direi, che crea uno spartiacque rispetto a tutta una serie di sentenze e attività avvenute in passato in Italia. Dal 2007 portiamo avanti questa causa e avevamo già raggiunto dei successi. Poi il governo Monti ha eliminato ogni beneficio ottenuto. E’ arrivata successivamente con il Governo Renzi la legge 114/2014, in cui all’articolo 27 bis lo Stato italiano ha prodotto un ’rimedio legislativo’ senza il quale sarebbe stato sanzionato a pieno dalla Corte Edu”. Se sotto questo aspetto dunque l’Italia si è ’salvata’ avendo emanato una normativa ad hoc, “per quanto riguarda il ritardo nell’adempimento, i giudici di Strasburgo hanno invece sanzionato, in media di 25.000 euro per paziente”. Soddisfazione a metà anche per Andrea Spinetti, portavoce del Comitato vittime sangue infetto: “E’ un condanna vera e propria sui tempi lumaca dello Stato italiano. Questa sentenza della Corte europea dei diritti dell’uomo si aggiunge ad altre, anche se qui si parla di centinaia di persone che sono un numero enorme. La Corte ha rimarcato l’inqualificabile mancanza e il ritardo sui risarcimenti”. “Ora speriamo che si accelerino i tempi per risolvere le tante situazioni che attendono una risposta”, ha concluso Spinetti.

    D.T.