A PROCESSO – LA LAV PORTA A GIUDIZIO LA FILIALE DELL’ISTITUTO MARIO NEGRI: UCCISE PER LA CHIUSURA 750 CAVIE DA LABORATORIO

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    Un processo singolare quello che si aprirà domani, con la filiale Sud dell’Istituto Mario Negri di Milano, imputata di aver ucciso 750 cavie da laboratorio in vista dell’imminente chiusura dei suoi laboratori. Una ‘strage’, quella dei topini soffocati dal gas, che nulla aveva a che vedere con le sperimentazioni. L’accusa è quella di aver violato l’articolo 544 bis del Codice penale che prevede da quattro mesi a due anni di reclusione per le soppressioni di animali non necessitate dalla legge sulla vivisezione. Ad aver portato alla luce tale vicenda, la Lav che è riuscita ad ottenere indagini e rinvio a giudizio davanti al Tribunale di Lanciano (Chieti). Gli attivisti della Lega Antivivisezione, registrarono  l’ammissione del Direttore Amministrativo del Mario Negri Sud. “La nostra documentata denuncia rivela – spiega il presidente della Lav, Gianluca Felicetti – quanto chi sperimenta su animali li consideri effettivamente. Ancora più grave è che questo sia avvenuto in una struttura collegata a uno dei più grandi Centri italiani di sperimentazione sugli animali, creata a metà degli anni Ottanta con i soldi dei contribuenti, in piedi per anni solo grazie a contributi pubblici, fra i quali quelli di Regione Abruzzo e Provincia di Chieti, che hanno investito in un vuoto a perdere, come è ormai la vivisezione”.

    M.