CHIUSE 24 SALE SCOMMESSE PRIVE DELLE AUTORIZZAZIONI

    gdfA seguito delle numerose segnalazioni pervenute da parte di genitori e familiari , in relazione al gioco “compulsivo” delle scommesse sportive con coinvolgimento anche di “minori” e “padri di famiglia”, la Polizia di Stato e la Guardia di Finanza, hanno nel decorso anno, operato vaste e prolungate attività finalizzate al contrasto di tale fenomeno procedendo al controllo minuzioso di tutti quei locali dove si svolgevano raccolte di scommesse sportive.

     

    In particolare, le attività di accertamento si sono concentrate sulla verifica delle concessioni governative  e delle autorizzazioni di polizia nonché sul monitoraggio dei frequentatori. Tali mirati controlli sono stati finalizzati anche a documentare la presenza di eventuali soggetti legati alla criminalità organizzata, che attraverso prestanome, avrebbero potuto infiltrarsi nella gestione di tali attività per riciclare denaro proveniente da illeciti guadagni. Vale la pena sottolineare che la normativa vigente stabilisce che per operare lecitamente nel settore della raccolta di scommesse, le società devono essere “riconosciute” dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli che emana, per le concessioni, appositi bandi di gara. I concessionari, a loro volta, possono, poi, individuare soggetti terzi o altre società che, in loro rappresentanza, svolgano attività di raccolta delle scommesse. Questi ultimi debbono necessariamente ottenere le licenze di polizia di cui all’art. 88 del TULPS. Gli accertamenti espletati hanno evidenziato che un gran numero di soggetti, fisici o giuridici, avevano intrapreso tali attività senza le prescritte autorizzazioni. E’ da notare che i gestori di tali esercizi, a fronte dei rilievi mossi, sostenevano di operare in ragione di presunte norme per la libera concorrenza del Diritto Comunitario. La Corte di Giustizia dell’Unione Europea, sanciva invero, che la normativa italiana in materia di giochi e scommesse non era da ritenersi discriminatoria e quindi non in contrasto con il Diritto Comunitario. A seguito degli accertamenti svolti, 24 gestori di altrettante attività prive delle necessarie autorizzazioni, sono stati deferiti alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Roma e il Questore di Roma , ai sensi dell’art. 100 del T.U.L.P. S., disponeva la loro cessazione in quanto abusive. Alle operazioni di notifica e chiusura, che hanno avuto inizio alle ore 15.00 del 7 decorso, ha partecipato personale del Commissariato di P.S. “Lido di Roma”, del Reparto Prevenzione Crimine Lazio della Polizia di Stato e militari del Nucleo Operativo del II Gruppo Roma della Guardia di Finanza.