Col “reddito di cittadinanza” finisce la pacchia per i disoccupati di mestiere

    Col reddito di cittadinanza i fannulloni rischiano il carcere. E tanta gente che si sveglia presto per lavorare esulta: “finalmente un po’ di fannulloni finiscono al gabbio”. E perché i disoccupati non sono tutti criminali, ma è anche vero che la quasi totalità di furti, omicidi e spaccio di sostanze stupefacenti sono opera di cittadini censiti nelle liste di disoccupazione.
    C’è anche il reddito di cittadinanza nella prima manovra targata M5S-Lega. Un assegno da 780 euro da erogare a chi si trova sotto la soglia di povertà relativa per sostenerne i consumi e incentivarlo a rientrare nel mercato del lavoro allargando l’occupazione. Avere diritto al nuovo contributo, però, imporrà ai beneficiari il rispetto di determinate regole.
    Il sussidio infatti è legato a doppio filo all’obbligo, per chi lo percepisce, di seguire un percorso formativo vincolante accettando almeno una delle prime tre proposte di lavoro offerte dal centro per l’impiego. E non solo. Chi vuole ottenere il reddito di cittadinanza dovrà svolgere progetti di utilità sociale organizzati dal Comune di residenza per un massimo di 8 ore settimanali e dimostrare di impiegare alcune ore al giorno alla ricerca di un lavoro.
    Ma cosa succede se non vengono rispettate tali regole? L’erogazione del sussidio, stando a quanto annunciato dal ministro del Lavoro Luigi Di Maio, viene immediatamente interrotta. D’altronde il vicepremier lo ha ribadito più volte: “Non sono soldi per chi decide di restare sul divano ma per chi durante la giornata sarà impegnato alla formazione e a servizi di pubblica utilità”.
    Dunque niente sconti per i furbetti, soprattutto per chi intende investire il denaro in “spese immorali”, così come le ha definite Di Maio. In pratica, i beneficiari potranno utilizzare il sussidio per comprare beni di prima necessità, come alimenti e medicinali, e per pagare l’affitto. E’ invece esclusa la possibilità di mettere da parte il denaro o di spenderlo, ad esempio, in gioco d’azzardo.
    Proprio per “ridurre tempi, costi e possibilità di frodi”, si legge nel Def, il reddito di cittadinanza sarà erogato esclusivamente e completamente sotto forma digitale, con una carta ad hoc si presume, che consentirà di tracciare tutte le spese sostenute. “Questa carta non permetterà di spendere questi soldi nel gioco d’azzardo, non permetterà di andarti a pagare la vacanza” perché il controllo “è elettronico, la carta è disabilitata su alcuni tipi di acquisto”, ha spiegato il leader del M5S. Pena l’esclusione dal sussidio e la galera.
    Con il reddito di cittadinanza “ci rivolgiamo infatti solo alle persone per bene”, ha sostenuto Di Maio, assicurando che “se ci saranno persone che vogliono imbrogliare rischieranno fino a 6 anni di galera”. “Oltre a controlli seri e automatizzati, grazie alla digitalizzazione dei trasferimenti monetari” infatti, ha aggiunto il sottosegretario agli Affari Regionali Stefano Buffagni, “per i furbi ci sarà il reato penale di ’falso in Reddito di Cittadinanza’”.