CONTI PUBBLICI IN MIGLIORAMENTO, LE RILEVAZIONI REGISTRATE DALL’ISTAT INDICANO PER IL PIL UNA REVISIONE DELLA CRESCITA NEL 2015: DAL +0,8% PASSA A UN +0,7%

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    Ormai è un refrain che continuano a ripetere tutti, ed oggi è stato ribadito dall’Istituto di ricerca per eccellenza: per il Pil italiano nel 2015, la revisione è al ribasso: inevitabilmente il dato finale dell’Istat fissa infatti la crescita ad un +0,7% contro la stima preliminare dello 0,8% diffusa a marzo. Come evidenzia l’Istat, nel 2015 ai prezzi di mercato il Pil è risultato pari a 1.642.444 milioni di euro correnti, con una revisione al rialzo di 6.072 milioni rispetto alla stima precedente. Tuttavia c’è da sottolineare la revisione al rialzo del dato definitivo del Pil italiano nel 2014, che passa a una crescita dello 0,1% rispetto alla diminuzione di 0,3 punti percentuali stimata a marzo, grazie a una revisione al rialzo di 0,4 punti percentuali. “Alla base della modifica del dato del Pil 2014 – spiegano dall’ l’Istat – la revisione al rialzo di 0,4 punti percentuali dei tassi di crescita per gli investimenti fissi lordi, di 1,7 punti percentuali per la spesa delle Isp e di 0,1 punti percentuali per le importazioni. Al contrario sono stati modificati al ribasso per 0,2 punti percentuali sia i dati delle esportazioni che della spesa delle famiglie2 E come osserva il presidente dell’istituto di statistica Giorgio Alleva: “Questa revisione al rialzo del 2014 è importante perché dimostra un leggero rialzo nel 2014 e anticipa il punto di svolta rendendo più coerente il nostro quarto con quello europeo”. Altra storia invece i conti pubblici, per i quali l’Istat certifica un miglioramento rispetto ai 48,48 del 2014, in quanto il deficit 2015 è stato pari in valore assoluto a -42,93 miliardi di euro. Il saldo di parte corrente (risparmio o disavanzo delle Amministrazioni pubbliche) è positivo e pari a 19,528 miliardi di euro, a fronte dei 4.642 milioni del 2014. “Il miglioramento – illustra l’Istat – deriva da un aumento delle entrate correnti di 9,7 miliardi di euro e da una diminuzione delle uscite correnti al lordo degli interessi di 5,2 miliardi”. Cresce dell’1,5% la spesa per consumi finali, riporta ancora l’Istat, grazie alle famiglie che, nel 2015, hanno registrato un reddito lordo cresciuto dello 0,9% sia in valore nominale, sia in termini di potere d’acquisto. L’Istat sottolinea come questo andamento abbia determinato un calo di 0,6 punti percentuali della propensione al risparmio (ovvero il rapporto tra il risparmio lordo delle famiglie e il loro reddito disponibile), che è scesa all’8,3%, dall’8,9% del 2014. In leggerissima ripresa (+0,6%) gli investimenti delle famiglie in abitazioni , un dato che ha interrotto la tendenza alla riduzione degli ultimi anni