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    Coronavirus, Vaticano, casa Santa Maria, contagiato collaboratore di Papa Francesco

    Ultimo aggiornamento 10:03
    Papa Francesco

    Preoccupazione in Vaticano, presso la casa Santa Marta, laddove vi è la conferma di un caso di positività al Covid-19. “Contagiato un collaboratore del papa”: e scatta l’allarme.

    Il contagio di Coronavirus arriva dunque pure in Vaticano: è ufficiale la comunicazione relativa ad un collaboratore del papa, risultato positivo.

    Coronavirus, Vaticano, contagiato collaboratore di Papa Francesco

    Come si ricorda, nei primissimi giorni in cui si paventava l’emergenza coronavirus, Papa Francesco aveva accusato un lieve malore fisico. Si era temuto e pensato che potesse essere Coronavirus, ma i medici del Vaticano lo sottoposero al test per verificarne le condizioni e fu negativo. Sembrava, dunque, che l’emergenza Covid-19 fosse stata allontanata almeno nella Città del Vaticano, ma nelle ultime giornate si è scoperto il primo caso di contagio. Ora, invece, la conferma di un nuovo caso.

    Per di più, direttamente riferito a un collaboratore del Pontefice. A riportarlo è il quotidiano ‘Messaggero‘, per il quale un collaboratore del Santo Padre, che vive presso Casa Santa Marta, appartamento di residenza del Pontefice, è stato riscontrato positivo.

    L’uomo è stato portato in ospedale per accertamenti, ma pare che le sue condizioni non preoccupino. Il rischio, ora è che ci sia la necessità di chiudere tutto.

    Dunque anche il Vaticano, serra le porte? Nonostante Papa Francesco preferisse evitarlo, di recente, l’arrivo a Roma di un sacerdote lombardo positivo al Covid-19 obbligò a regole più stringenti tra le mura vaticane.

    Ora il contagio èarrivato all’interno della residenza del Papa, e potrebbe portare ad un’ulteriore rivisitazione delle regole. Da oggi per esempio, il Papa vive in isolamento, pranzando e cenando da solo. Gli incontri vengono messi in piedi nella sala più ampia del Vaticano, con le debite distanze e si concludono con una stretta di mano, non prima di averle sterilizzate.

    Di sicuro, il Papa non mollerà: e salvo le stringenti e ovvie regole della salvaguardia propria e degli altri, vorrà continuare, per quanto può, a lottare per il bene comune.