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Covid, l’Europa in balia della quarta ondata di contagi. Tornano il coprifuoco ed il lockdown. L’Est è in affanno

Dunque non solo la terza ondata ma, addirittura, ora l’Europa è alle prese con la ‘quarta’ ondata di contagi da coronavirus. Se nel nostro Paese, fortunatamente la recrudescenza viaggia a velocità piuttosto moderata, quanto giunge dal resto dei paesi Ue preoccupa, e molto.

In particolar modo è l’area dell’est a pagare il prezzo più salato: dalla Russia alla Bulgaria, passando per la Romania – parliamo di stati dove la vaccinazione ha prodotto risultati scarsissimi – la situazione sembra quasi dover precipitare da un momento all’altro.

Ma anche per quel che riguarda Regno Unito e Germania, non è che vada meglio, tanto è che i rispettivi governi non escludono di qui a poco l’imposizione di nuove restrizioni per contenere il dilagare dei nuovi contagi.

Ma vediamo insieme cosa sta accadendo nei vari paesi dell’Europa, attraverso una sorta di ‘panoramica’.

AUSTRIA – Qui, dove negli ultimi giorni sono state superate le 300 presenze nelle terapie intensive, sono stati registrati 6.506 nuovi casi, cifra record a fronte dei dati censiti nell’ultimo anno. il dato più alto quest’anno, e 20 morti nelle ultime 24 ore. Dal canto suo il governo sta già attuando una serie di limitazione mentre, il comune di Vienna, consente l’ingresso nei bar e nei ristoranti cittadini, soltanto a quanti vaccinati o guariti dal contagio. Se la situazione negli ospedali non dovesse migliorare entro breve tempo, quanti non vaccinati potrebbero finire in un ‘lockdown forzato’, con il permesso di poter uscire solo per validi motivi.

BULGARIA – Basta dire che nelle ultime 24 ore si sono registrati 4.922 nuovi casi e 135 morti, per far capire in che situazione si trova la Bulgaria. Anche qui però la campagna vaccinale (a fronte di un quinto di immunizzati su 7 mln di abitanti), non ha sortito gli effetti sperati, dunque al governo non resta altro che inasprire le misure restrittive. Così, da oggi, i green pass è divenuto fondamentale per frequentare le università, mangiare al ristoranti, o fare shopping (in negozi con una superficie di oltre 300 mq), così come per soggiornare in un hotel, andare al cinema, o al teatro, ed in palestra. Al momento infatti sono esclusi dal green pass, soltanto gli under 12 anni, che per questo non devono presentare certificati. te misure non daranno risultati, l’ultima opzione resta il lockdown. Sospeso lo svolgimento di sport di gruppo al chiuso (eccezione fatta per gli allenamenti e delle gare degli atleti appartenenti alle federazioni autorizzate).

FRANCIA – Fa paura il bilancio delle ultime 24 ore registrato in Francia, dove sono stati censiti ben 10.050 nuovi casi e 39 decessi. Immediatamente, il governo ha imposto in tutte le scuole del Paese. Come ha spiegato il portavoce dell’Eliseo, Gabriel Attal: ”Non appena la situazione si deteriora, ovviamente per motivi di sicurezza sanitaria, e voglio dire purtroppo, dobbiamo riattivare una serie di misure che avevamo revocato quando le cose erano migliorate”. Qui dallo scorso 9 agosto, per poter acceder nelle strutture al chiuso (dai ristoranti ai treni), è obbligatorio il green pass, l’uso della mascherina ed il distanziamento. Misure che l’esecutivo sarebbe intenzionato a prorogare fino al 31 luglio del 2022. Sempre che la situazione non continui a peggiorare, il che significherebbe tornare al coprifuoco ed al lockdown.

GERMANIA – Già ieri Jens Spahn, ministro della Salute, ha dato l’allarme avvertendo che “Si sta assistendo a una pandemia di non vaccinati, ed è enorme”. Del resto, i dati rivelati dal Robert Koch Institute sono abbastanza eloquenti: 33.949 nuovi contagi e 165 decessi nelle ultime 24 ore, cifra che riporta il Paese al 18 dicembre del 2020. L’impressionante aumento delle infezioni ha indotto l’Associazione degli Ospedali tedeschi ha lanciare l’allarme sull’insostenibile Mole di lavoro sostenuto dalle unità di terapia intensiva. In Germania è stato vaccinato il 66% della popolazione, ma in realtà preoccupa la fascia di età fra i 18 ed i 59 anni, appena ‘sfiorata’ dalle immunizzazioni. Anche qui, le autorità sanitarie non escludono  ulteriori restrizioni per le persone non vaccinate.

POLONIA – Attualmente in Polonia per lavorare non serve il green pass tuttavia, ha avvertito il governo, potrebbero arrivare nuove restrizioni, visto che anche qui il bilancio parla di 15.515 nuovi casi e 250 morti.

REGNO UNITO – Basta quanto dichiarato da But Matthew Taylor, responsabile della ‘Nhs Confederation’ (sotto la cui egida si riuniscono tutti i sistemi sanitari del paese), “Siamo al limite, ed è solo la metà di ottobre. Servirà molta fortuna per non trovarci nel pieno di una profonda crisi nei prossimi tre mesi”. Intanto i dati parlano di altri 217 morti  nelle ultime 24 ore. Nonostante tutto però il premier Johnson non ha intenzione di introdurre il green pass.

ROMANIA – Benvenuti all’inferno! Fra i paesi dell’Est è quello che ha maggiormente ‘snobbato ‘ i vaccini, ed ora la Romania sta pagando un tributo altissimo: nelle ultime 451 decessi – la maggior parte dei quali non vaccinati – e sul numero delle nuove infezioni – oltre 10mila – si è perso il conto. Gli ospedali sono pieni e le terapie intensive ‘sold-out’ già diversi giorni. Pensare che parliamo del primo paese Ue a revocare le restrizioni, nonostante la lentezza della campagna di vaccinazione. Sebbene i ritardo, il governo ha imposto dure restrizioni come il coprifuoco  e l’obbligo del green pass.

RUSSIA – Putin in persona è dovuto intervenire chiedendo  alle forze militari di costruire ospedali per il crescente numero di malati di Covid-19, in quanto le strutture esistenti iniziano a mostrare poco disponibilità di posti. D’altronde in Russia contagi continuano a crescere di giorno in giorno e, nelle ultime 24 ore, sono state contate altre 1.195 vittime (ieri sono state 1.189), e 40.217 nuovo contagi (ieri 40.443). Come ha commentato lo stesso Putin, “Non era mai successo qualcosa di simile prima”.

SLOVENIA – Va peggiorando ogi giorno di più la situazione anche in Slovenia dove, da ieri, picco di 4.511 nuovi casi. I medici continuano ad avvertire sono prossimi al ‘fuori controllo’, chiedendo misure più rigide per fermare i contagi. Dal canto suo il governo sta studiando delle nuove misure.

SPAGNA – Tiene bene la Penisola Iberica, dove l’immunità di gregge è una realtà, grazie al 78,7% della popolazione vaccinata (complessivamente sono state somministrate oltre di 72 milioni di dosi). Nelle ultime 24 ore sono stati confermati 2.287 nuovi contagi e 39 decessi. Qui l’obbligo del green pass è lasciato alle singole regioni ma, i tribunali regionali di Galizia, Andalusia, Cantabria e Canarie, all’unisono hanno già dichiarato non valido il requisito del certificato per accedere a bar, ristoranti e locali notturni.

SVIZZERA – “Superiamo insieme la pandemia”, è lo slogan lanciato dalle autorità sanitarie elvetiche, allo scopo di raggiungere una copertura vaccinale del 93% della popolazione over 65 anni e l’80% nella fascia di età 18-65 anni. Nelle ultime 24 ore registrati 2.609 nuovi casi e due morti, ,a il tasso di positività è al 9,51%, dunque non da poco. Dal 13 settembre è in vigore il green pass, e tutti gli over 16 anni senza un certificato Covid, non possono per accedere alle aree al chiuso, salvo che per gli impianti sciistici. Anche qui però, in caso di peggioramento della situazione, è prevista la reintroduzione di provvedimenti di contenimento.

UCRAINA – Da ieri si contano 24.479 nuovi contagi e 752 decessi, mentre nelle piazze impazzano i cortei di protesta dei no vax, in quanto il governo ha deciso di sospendere lo stipendio ai dipendenti statali ed agli insegnanti che rifiuteranno di vaccinarsi entro l’8 novembre. Qui per usufruire dei mezzi pubblici (ma anche treni ed arei), è obbligatorio mostrare un test negativo o l’effettuata vaccinazione anti Covid-19. Intanto a Kiev, il sindaco Klitschko, ha introdotto il green pass per accedere a bar, ristoranti, alberghi, palestre, trasporti pubblici, eventi, shopping center, luoghi di svago

Max