DA OGGI CHI SFRUTTA I LAVORATORI RISCHIA LA DETENZIONE FINO A 6 ANNI. IL SENATO HA APPROVATO LA LEGGE A CONTRASTO DEL CAPORALATO

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    Non possiamo certo illuderci che possa diventare soltanto un brutto ricordo ma, almeno, da oggi, chi sfrutta i braccianti agricoli sa di poter rischiare 6 di anni di galera. Con 190 voti a favore, 32 contrari e nessun astenuto il Senato ha approvato il disegno di legge per il contrasto al caporalato. Il testo passa ora all’esame della Camera. Il provvedimento appena approvato riscrive così il reato di intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro, prevedendo la responsabilità diretta del datore di lavoro, la semplificazione degli indici di sfruttamento e la possibilità di commissariamento dell’azienda. Vengono inoltre inseriti disposizioni sulla Rete del lavoro agricolo di qualità e un piano di interventi a supporto dei lavoratori che svolgono attività stagionale di raccolta dei prodotti agricoli. Come dicevamo, è prevista la pena della reclusione da uno a sei anni per l’intermediario e per il datore di lavoro che sfrutti i lavoratori, approfittando del loro stato di bisogno. Se poi i fatti sono commessi mediante violenza e minaccia la pena aumenta da cinque a otto anni ed è previsto l’arresto in flagranza. Si precisa che costituiscono indice di sfruttamento, se ripetute, la corresponsione di retribuzioni difformi dai contratti collettivi e la violazione delle norme sull’orario di lavoro e sui periodi di riposo. Altri parametri presi in considerazione le violazioni in materia di sicurezza nei luoghi di lavoro, la sottoposizione a metodi di sorveglianza o situazioni alloggiative degradanti. Speriamo che questo provvedimento non tardi a far vedere i suoi frutti