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Debito pubblico, in l’Italia arriverà al 155,5% del Pil. E’ negli Usa la situazione peggiore

Già ieri il Fondo Monetario Internazionale, attraverso il suo bollettino, ha sottolineato come, inevitabilmente, le conseguenze economiche dell’epidemie incideranno negativamente sul nostro Paese, illustrando quindi le terribile stime relative al rapporto deficit/Pil.

Il deficit italiano salirà dal 134,8 al155,5% del Pil

Una stima, come accade, stamane estesa anche al nostro debito pubblico che, proprio in virtù della contrazione del Pil – ed l’inevitabile  aumento del deficit – subirà un’impennata a dir poco ‘impietosa’, passando dal 134,8% del Pil attestato nel 2019, allo stimabile 155,5% nel 2020, un rialzo pari a ben 20 punti.

“Per tornare a crescere l’Italia è attesa da dure sfide”

Del resto, come ha sottolineato il direttore del dipartimento affari fiscali del Fmi, Vitor Gaspar,Per l’Italia affrontare il problema del debito significa affrontare il problema di una crescita che negli ultimi tre decenni era già stata deludente. L’Italia – evidenzia l’esperto – è stato colpita duramente dalla pandemia, ma dal governo italiano è arrivata una risposta forte e adeguata. Il risultato di queste misure – ha quindi rimarcato Gaspar – sarà quello di far crescere il rapporto debito/Pil che quest’anno il Fondo stima al 155,5% del Pil e il prossimo scenderà al 150,4%”. Tuttavia, ci incoraggia il direttore del dipartimento affari fiscali del Fmi, “nel futuro per l’Italia la principale sfida sarà quella di essere competitiva, di aumentare la crescita potenziale, e ottenere una crescita inclusiva e sostenibile”.

Gli Usa pagheranno più di tutti il rialzo del debito

Intendiamoci, una previsione che il ‘Fiscal Monitor’ estende a tutti i paesi, il cui debito pubblico mediamente passerà dall’attuale 8,3% (calcolato nel 2019), al 96,4% del Pil nel corso dell’anno.

Come dicevamo ieri, per proporzioni, saranno gli Usa a subirne lo choc maggiore, considerando che in queste prime settimane l’epidemia di coronavirus ha già prodotto qualcosa come 17 milioni di disoccupati. Si parla infatti di un +22,1 punti, a fronte di un debito al 131,1% del Pil: impensabile.

Seguono poi il Canada (+20,9 punti al 109,5%) mentre in Europa, sono diversi i paesi che sconfineranno oltre quota 100% del Pil: Francia (dal 98,5 al 115,4%), e Spagna (dal 95,5 al 113,4%). ‘Ovviamente’ – ma guarda un po’ – va di ‘lusso’ (per modi di dire) alla Germania che avrà di che lamentarsi anche davanti ad un’oscillazione che passerà dall’attuale 59,8% al 68,7% del Pil.

Malissimo anche nella terra del sol levante, dove i nuvoloni neri del debito pubblico (al pari di Italia ed Usa), poco concedono di sole al Giappone che, in pochi mesi passa dal 237,4% del 2019 al 251,9%.

Tuttavia nel G20 l’Italia è il paese più virtuoso

Entrando poi nel merito di come, a sostegno della lotta contro il Covid-19, gli interventi del governo italiano abbiano influito sul Pil (misure fiscali, liquidità, spese sanitarie, ecc.), gli esperti del Fmi sostengono che tali accorgimenti rappresentano circa l’1,2% del Pil (pressapoco 20 mld di euro), allo stato dei fatti, uno dei valori più bassi fra i paesi del G20.

Ma c’è di più, se prendessimo in esame anche il valore rappresentato dalle garanzie offerte sui prestiti (circa 550 mld, ovvero 32,4 del Pil), per dare maggiore liquidità alle imprese, ecco allora che  l’Italia si attesta in vetta ai paesi del G20 per il volume di fondi espresso negli interventi legati all’epidemia.

Nasceranno tanti crateri sui conti pubblici…

Sappiamo purtroppo che la mancanza delle entrate, e l’aumento vertiginoso delle spese, come dicevamo, andranno a pesare soprattutto sui conti pubblici (non solo italiani), fissando  il deficit intorno all’8,3% del Pil, quando lo scorso anno era all’1,6%. Al di là poi degli specilli casi, il Fiscal Monitor ha stimato un disavanzo globale del 9,9% del Pil.

Max