DIVORZIO BREVE APPROVATO DALLA CAMERA Michelle Zeppieri

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    Un altro impegno mantenuto. Avanti, è lavoltabuona». Questo il tweet di Matteo Renzi che, nel tardo pomeriggio di ieri, ha commentato così la notizia.Dopo anni di promesse e rinvii è arrivata la svolta: la Camera ha deciso per il divorzio breve. Ci vorranno 6 mesi per dirsi addio, e non più 3 anni. Se la separazione non è consensuale ci si può rivolgere al giudice, raddoppiando il tempo necessario.Sono stati 398 i sì, 28 i no e 6 gli astenuti. Solo la Lega ha votato contro. «Il Parlamento ha saputo agire nell’interesse di un’Italia più umana e saggia. Che sia di auspicio per altri traguardi nei diritti civili e di cittadinanza su cui mi sento impegnata» dice Barbara Pollastrini del PD, ex ministra per le Pari Opportunità. Vittoria per i due relatori del disegno di legge, Luca D’Alessandro e Alessia Morani, ma non sono mancate le polemiche. Tempi brevi pericolosi per la stabilità della famiglia e assenza di tutela dei figli, questi i motivi principali sostenuti dall’opposizione.  «Voto contro il ddl sul divorzio breve: no al matrimonio usa e getta soprattutto in presenza di figli. I bambini non sono un dettaglio: vanno tutelati sempre» afferma Giorgia Meloni, presidente di Fratelli d’Italia. Ma la legge, ormai, è stata approvata. Oltre alla notevole riduzione dei tempi, ci sono novità sulla comunione dei beni, che si scioglierà non appena il giudice autorizzerà i coniugi a vivere separatamente. Un successo difficile da ottenere. Basti pensare che, in Italia, il divorzio è stato istituito solo nel 1970 e prevedeva tempi lunghissimi. Una prima riduzione è avvenuta nel 1987, quando si passò dai 5 ai 3 anni. Ieri è stato compiuto un ulteriore passo avanti, in attesa del divorzio immediato.