ECCO I NOSTRI MINISTRI: I CITTADINI HANNO DIRITTO DI SAPERE CHI OCCUPERÀ I POSTI DI RILIEVO DEL GOVERNO

    Pasquale Tridico (economista), per il Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale; Alessandra Pesce (dirigente Mipaf), all’Agricoltura; Giuseppe Conte (professore di Diritto Privato), per il Ministero della Pa, de-burocratizzazione e meritocrazia; Lorenzo Fioramonti (economista), al Mise. Sarebbero questi i primi nomi trapelati dai 18 in quota, chiamati a comporre l’eventuale squadra del governo pentastellato. Ad annunciarli, lo stesso Di Maio, intervenendo a ’Di Martedì’, su La7. Stamane Luigi Di Maio ha avuto un incontro ‘conoscitivo’ con i candidati ministri (la cui ufficialità verrà proclamata giovedì presentati ufficialmente alla stampa giovedì 1 marzo al Salone delle Fontane all’Eu). Un lista di nomi che poi Ugo Zampetti, segretario generale, ha provveduto a far arrivare sul tavolo del presidente Mattarella, il quale non ha voluto commentare, per non ‘interferire’ nella campagna elettorale in atto. Un gesto che il premier ha definito “surreale”, accendendo la pronta replica del candidato M5s, che ha commentato: “Gentiloni pensa agli inciuci post voto e ai futuri scambi di poltrone, noi pensiamo ai cittadini. Lui vuole fare tutto sotto banco, noi agiamo in trasparenza. Il nostro non è un governo ombra, è alla luce del sole! È la proposta di squadra di governo che ci impegniamo, davanti ai cittadini italiani, a presentare al Presidente della Repubblica. A me non risulta che il Presidente della Repubblica abbia vissuto la presentazione in anticipo della lista dei ministri come una scortesia. Lo avevamo promesso e lo stiamo facendo – ha quindi aggiunto il candidato leader – I cittadini hanno diritto di sapere quali persone andranno a occupare i posti di rilievo del governo. Basta promesse non mantenute e mance elettorali. Noi – sottolinea – presentiamo un progetto, un’idea di Paese e le migliori competenze che si sono rese disponibile per realizzarla. Ed è così che ci presentiamo agli italiani per il voto del 4 marzo. Stiamo facendo sul serio e lo stiamo facendo nel rispetto totale sia degli elettori sia delle istituzioni. Dall’altra parte c’è il vuoto. Non coalizioni, ma accozzaglie di partiti che non hanno neppure un candidato premier, figuriamoci se hanno delle persone per dare all’Italia il cambiamento di cui ha bisogno. Vogliono il vostro voto per poi farsi i fatti loro come hanno sempre fatto. Io posso presentare una squadra di ministri prima perché non ho da spartire poltrone all’interno del Movimento dopo. Cosa che gli altri invece non possono fare perché si stanno già prenotando i vari dicasteri. Noi – ha osservato il pentastellato -veniamo da un’epoca di tecnici che portavano avanti dottrine ma non si erano mai sporcati le mani: io ho chiesto a queste persone di metterci testa e cuore nelle cose che fanno”. Quando gli viene chiesto se è disposto a dimettersi in caso di sconfitta, cosa che Renzi non farebbe, Di Maio replica sicuro: “Renzi già sa di perdere… Allo scenario della sconfitta del Movimento non sto pensando, perché probabilmente noi domenica saremo la prima forza politica del Paese e con la percentuale che ci daranno i cittadini dovranno tutti venire a parlare con noi per formare un governo”.
    M.