EUROTOWER: NON VI SARÀ NESSUNA MODIFICA DEL QUANTITATIVE EASING DELLA BCE, DRAGHI OSSERVA PERÒ CHE ‘VI SONO ANCORA RISCHI SULLA CRESCITA E L’INFLAZIONE BASSA’

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    Stamane, nell’ambito del Consiglio direttivo, l’Eurotower ha confermato, per poi scendere a 60 miliardi di euro sino alla fine di dicembre 2017 (“o anche oltre se necessario”), fino alla fine di marzo l’attuale livello di acquisti (80 miliardi). Dunque, contrariamente alle richieste giunte soprattutto da parte tedesca, non vi sarà nessuna modifica del Quantitative Easing della Bce, che a sua volta conferma di essere pronta ad allargare gli interventi, “Se le prospettive diverranno meno favorevoli o se le condizioni finanziarie risulteranno incoerenti con ulteriori progressi verso un aggiustamento durevole del profilo dell’inflazione”, ha poi spiegato nella conferenza che segue la riunione del Consiglio, il presidente della Bce, Mario Draghi. Bce che ha lasciato i tassi di interesse al minimostorico. L’inflazione di fondo “è in ripresa ma è ancora debole, e per questo èancora necessaria una politica monetaria accomodante” per consolidare il processo di crescita dei prezzi verso l’obiettivo del 2%. Ed anche se “le pressioni di fondo restano deboli e non ci sono segnali convincenti su un rafforzamento stabile dei prezzi, la Bce ha condotto una significativa revisione al rialzo per il 2017 delle stime fatte a dicembre scorso, con un’inflazione nell’Eurozona stimata a +1,7%”. Inoltre, il presidente Draghi tiene a sottolineare che c’è stata una “leggera revisione al rialzo anche per il dato 2018, con un’inflazione stimata al +1,6%”, mentre resta stabile la stima per il 2019 all’1,7%. Ciò non toglie che, anche il versante della crescita venga attentamente monitorato: permangono infatti “rischi al ribasso” – anche se appaiono “meno pronunciati” rispetto al recente passato. Poi, “i dati in arrivo indicano un aumento della fiducia sul mantenimento e l’allargamento della crescita economica”, aggiunge ancora il numero uno dell’Eurotwer che rivela come  la Bce abbia rivisto “leggermente al rialzo le stime sull’andamento del Pilnel biennio 2017-18”. In tal senso, lo staff della Bce, prevede una crescita del Pil reale dell’Eurozona dell’1,8% quest’anno e dell’1,7% nel 2018. Per il 2019 la stima è di un Pil dell’Eurozona a +1,6%. Nonostante tutto ciò però la politica monetaria da sola non basta, e Mario Draghi rinnova quindi il suo appello ai governi dell’Area Euro, perché in tutti i Paesi dell’Area Euro le riforme strutturali, , restano “crucialiper contribuire maggiormente a rinforzare la crescita, e creare un clima più favorevole alla ripresa”. Infine il presidente della Bce da risalto ai traguardi raggiunti grazie alle misure straordinarie messe in campo dalla Bce: “Complessivamente nel periodo dal 2016 al 2019l’impatto cumulato delle nostre misure è stato di un +1,7% aggiuntivo sull’inflazione e di +1,7% sulla crescita dell’Eurozona”.