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Gualtieri: “Nessun taglio per enti, scuola e sanità e più soldi per i lavoratori”

Ultimo aggiornamento 15:59

La platea è quella formata dai sindaci italiani (l’Anci)e dunque, ‘attingendo’ dalla manovra appena varata, il ministro dell’Economia tiene subito a precisare che “Nella manovra 2020 i comuni devono essere protagonisti della strategia di rilancio degli investimenti” a riprova, Gualtieri evidenzia che uno dei fondi disponibili prevede infatti “3,5 miliardi nel triennio per gli enti territoriali, che sarà articolato in modo da consentire l’utilizzo immediato delle risorse con l’affidamento diretto”. Ma non solo, prosegue il ministro toccando il tasto relativo alla riduzione del carico fiscale sulle imprese e sul lavoro: anche qui è pronto “un intervento da 3 miliardi di euro che a regime si vuole rafforzare con il doppio delle risorse”. L’intenzione, assicura, è quella “di mettere più soldi nelle buste paga dei lavoratori”, per poi passare al “rafforzamento del nostro welfare”.

“Riportare l’Italia su un sentiero di stabilità e crescita”

‘Rassicurata’ quindi la platea, Gualtieri ha poi sottolineato che l’esecutivo “si accinge a varare una manovra che è una sfida non di poco conto, con l’obiettivo di riportare l’Italia su un sentiero di stabilità e crescita”. Del resto, afferma orgoglioso Gualtieri, “Stiamo varando una manovra particolarmente ambiziosa”, fondata “su quattro pilastri: investimenti, riduzione del carico fiscale su lavoro e imprese, famiglie e welfare. È particolarmente positivo il fatto che siamo riusciti a disinnescare la clausola di salvaguardia dell’Iva – aggiunge ancora il ministro – senza aver percorso la strada più facile cioè senza aver tagliato un euro agli enti locali, alla scuola, alla ricerca, alla sanità e al trasporto”. Definire un quadro, spiega il ministro, “ci consente di affrontare un’eredità difficile del debito pubblico”.
Infine, il numero uno dell’Economia ha tenuto a rafforzare l’intenzione da parte del governo, di “affrontare in modo serio il contrasto all’evasione fiscale”.
Max