I CARABINIERI DI VENEZIA HANNO ARRESTATO IN GRECIA UN 36ENNE ALBANESE: È IL CONDUCENTE DELLA FAMIGERATA AUDI GIALLA. LO SCORSO INVERNO SEMINÒ IL PANICO SULLE STRADE DEL NORD-EST

    audi-gialla-benzina.jpg (420×618)

    Lo scorso inverno era diventata l’incubo delle forze dell’ordine del Nord-Est. Le cronache riportavano quotidianamente le pericolose scorribande di una violenta banda dell’Est che si spostava a folle velocità a bordo di un’Audi gialla, non disdegnando di imboccare anche tratti autostradali contromano. L’incubo finì lo scorso 25 gennaio, quando l’Audi era stata trovata distrutta dalle fiamme il 25 gennaio successivo ad Oné di Fonte (TV). Finalmente stanotte, è stato catturato ‘il funambolico’ conducente dell’auto: i carabinieri di Venezia, coordinati dalla Procura della Repubblica di Venezia, al confine tra l’Albania e la Grecia, in esito a specifica e articolata indagine, tramite il Servizio di Cooperazione Internazionale del ministero dell’Interno e con la collaborazione della polizia ellenica, hanno tratto in arresto Vasil Rama, nato in Albania nel 1980. L’uomo è stato raggiunto da un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dall’Autorità Giudiziaria di Venezia. La misura cautelare scaturisce da complessa attività investigativa, anche con supporto tecnico del Ris di Parma, attraverso la quale i carabinieri del Veneto, coordinati dal Comando Legione CC ’Veneto’, hanno individuato una banda criminale dedita a furti nel Nord-Est che, per allontanarsi dai luoghi dei fatti-reato, aveva l’abitudine di utilizzare autovetture di grossa cilindrata al fine di sottrarsi ad eventuali inseguimenti delle forze di polizia. Le indagini hanno consentito di raccogliere inequivocabili elementi circa la partecipazione di Vasil Rama ai furti aggravati commessi. L’uomo è stato particolarmente abile nel sottrarsi alle ricerche della polizia: già latitante dal 2011 perché colpito da misura coercitiva emessa dall’A.G. di Bolzano per gravi reati associativi contro il patrimonio, entrava e permaneva più volte nel territorio nazionale o di paesi confinanti tipo la Francia, usando identità fittizie certificate da documenti contraffatti di pregevole fattura. Altro elemento le sue capacità di guida, proprio per le quali veniva utilizzato durante l’esecuzione dei colpi. Trattenuto presso le carceri greche, ‘il pilota’ è ora  in attesa della completa formalizzazione delle procedure di estradizione.