IL MACELLAIO DEI BALCANI, L’EX GENERALE MLADIC, CONDANNATO ALL’ERGASTOLO

    “E’ una di quelle combinazioni letali che la storia occasionalmente produce, un assassino carismatico”, così già nel 1995 Richard Holbrooke, l’allora negoziatore di pace, definiva soprannominato l’ex generale Ratko Mladic, al comando delle truppe che entrarono a Srebrenica nel luglio 1995, e che presto venne identificato come il ’macellaio dei Balcani’. Ritenuto responsabile dell’assedio di Sarajevo (bersaglio del suo esercito e dei suoi cecchini, capaci di uccidere qualcosa come oltre diecimila persone), Mladic era accusato di aver pianificato e condotto una ripugnante ’pulizia etnica’, come nel caso di Srebrenica (un massacro senza precedenti), facendo ’giustiziare’ 8mila tra uomini e ragazzi nell’enclave musulmana orientale di Srebrenica, area che le Nazioni Unite avevano dichiarato protetta. Terminata la guerra il generale-macellaio scomparve per 16 anni, fino a quando, nel 2011, venne rintracciato ed arrestato in una piccola casa nel nord della Serbia. Aveva due pistole, ma si è arreso senza opporre resistenza, prima di essere estradato all’Aja per il processo, durato 530 giorni, e contrassegnato oltre 500 testimonianze, ed almeno 10mila documenti. Ed oggi finalmente il 74enne Ratko Mladic è stato condannato all’ergastolo perché colpevole di genocidio, e di ben altri nove capi di imputazione per crimini di guerra e contro l’umanità, in merito alle atrocità pepretrate dal 1992 al 1995, nel corso della guerra in Bosnia Erzegovina. Ricordimao che la guerra nella repubblica ex jugoslava, fece qualcosa come 100mila morti e 2,2 milioni di sfollati. Il procuratore capo, Serge Brammertz, ha scritto che “Qualcuno oggi sosterrà che il nostro giudizio sia un verdetto contro il popolo serbo. Il mio ufficio rigetta questa affermazione: Mladic è colpevole, solo lui. Altri potranno dire che Mladic è un eroe e che stava difendendo il suo popolo: il nostro giudizio dimostra che niente può essere più lontano dalla verità. Mladic – conclude – sarà ricordato nella storia per le molte comunità e vite che ha distrutto”.
    M.