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Impeachment Trump: nuove prove dei democratici a un giorno dal trasferimento al Senato

Ultimo aggiornamento 16:22
Mandatory Credit: Photo by Evan Vucci/AP/REX/Shutterstock (9896574k) President Donald Trump listens as he meets with Japanese Prime Minister Shinzo Abe at the Lotte New York Palace hotel during the United Nations General Assembly, in New York Trump, New York, USA - 26 Sep 2018

Alla vigilia del voto con cui la Camera trasmetterà al Senato gli articoli di impeachment contro il presidente Donald Trump, i democratici hanno presentato nuove prove di accusa relative allo scandalo Kievgate.

Lev Parnas, ex socio di Rudy Giuliani, ha consegnato alla Camera dei rappresentanti documenti e copie di messaggi in grado di dimostrare le offerte avanzate a Giuliani, avvocato di Trump, da parte del procuratore generale ucraino Yuriy Lutsenko riguardo a informazioni compromettenti sulle attività di Joe Biden e il figlio Hunter in cambio della rimozione dall’incarico di Marie Yovanovitch, ambasciatore Usa a Kiev.

I presidenti delle commissioni Esteri, Intelligence e Vigilanza attività di governo hanno affermato in una dichiarazione congiunta che i documenti dimostrano che Trump e parte del suo entourage “abbiano fatto pressioni sugli ucraini per spingerli ad annunciare indagini che avrebbero portato benefici politici al presidente”.

Trump è stato il terzo presidente degli Stati Uniti a a essere sottoposto all’impeachment. Il 18 dicembre scorso la messa in stato d’accusa è passata alla Camera, incriminando il presidente su due capi d’accusa: abuso di potere e ostruzione del Congresso. Il primo relativo alle pressioni fatte al presidente ucraino Zelensky affinché indagasse sugli affari dei Biden in Ucraina. Il secondo per aver intralciato l’inchiesta dei deputati del Congresso sul suo comportamento.

La palla passa quindi al Senato, dove però, a differenza del Congresso, la maggioranza è in mano ai repubblicani. Che in questa vicenda hanno dimostrato una visione unitaria a favore del presidente. Una storia che probabilmente troverà fine con le elezioni presidenziali previste il 3 novembre 2020.