Irlanda: Sì al matrimonio gay – di Alessia Lambazzi

    Anche in Irlanda il matrimonio omosessuale è ora legale e, a detta dell’arcivescovo di Dublino, Diarmuid Martin, la Chiesa si ritrova a questo punto, a fare i conti con la realtà. L’affluenza alle urne è stata del 60,5%. I sì sono stati il 61,1% (1,2 milioni di voti), i no il 37,9% (700 mila), a dimostrazione del fatto che ci troviamo dinanzi ad una “rivoluzione sociale”.
    In una intervista alla Stampa, l’arcivescovo di Dublino Martin ha spiegato che “la maggioranza emersa in quasi ogni angolo del Paese ha sorpreso anche quelli che proponevano il referendum. Il ministro della Sanità ha detto che non è stato un referendum ma una rivoluzione culturale. La Chiesa deve chiedersi quando è cominciata questa rivoluzione culturale e perché alcuni al suo interno si sono rifiutati di vedere questo cambiamento. È necessario anche rivedere la pastorale giovanile: il referendum è stato vinto con il voto dei giovani e il 90 per cento dei giovani che hanno votato sì ha frequentato scuole
    cattoliche”.
    E ancora: “Il voto riflette la situazione attuale della cultura irlandese: quanto è accaduto non è soltanto l’esito di una campagna per il sì o per il no, ma attesta un fenomeno molto più profondo. Quando andai in visita “ad limina” da Papa Benedetto XVI, la sua prima domanda era
    stata: dove sono i punti di contatto tra la Chiesa cattolica e i centri in cui si forma la cultura irlandese di oggi? Questa domanda di Papa Ratzinger è vera e bisogna trovare la risposta, perché siamo di fronte a una rivoluzione culturale”. “È un cambiamento notevole – ammette l’arcivescovo di Dublino – i cui effetti concreti sono imprevedibili. Il premier cattolico assicura che per le chiese non cambierà nulla, ma saranno i tribunali a dover applicare la legge. Il matrimonio in chiesa è
    anche un matrimonio civile e le coppie gay che se lo vedranno
    rifiutare dal parroco potrebbero ricorrere ai giudici accusandoci di discriminazione se il legislatore non mette dei limiti. Nelle scuole cattoliche – aggiunge – gli insegnanti di educazione civica saranno obbligati a dire che il matrimonio è anche tra persone dello stesso sesso. Tutto questo creerà problemi”.
    L’eco della notizia si fa sentire anche in Italia e diversi politici sono intervenuto al riguardo. Il premier Matteo Renzi si auspica che la legge che prevede unioni civili per persone dello stesso sesso, con gli stessi diritti e doveri delle coppie etero sposate, venga approvata al più presto. Il Ministro degli Interni, Angelino Alfano, rende nota la sua posizione esprimendosi a favore delle unioni civili, del riconoscimento dei diritti delle persone con un rafforzamento patrimoniale di questi diritti, ma contro all’equiparazione al matrimonio, alla reversibilità della pensione e all’adozione dei figli. Mara Carfagna, deputato di Forza Italia, rimarca la necessità di riconoscere diritti e doveri a chi ancora non li ha, senza voler automaticamente toglierli a chi già li ha. Mentre Pippo Civati sul suo blog scrive: “È Ufficiale: anche l’irlanda è meno bacchettona di noi. I sì vincono: in irlanda si potranno celebrare i matrimoni gay. Matrimoni. Egualitari. Cose dell’altro mondo”.