ITALICUM: RENZI METTE LA FIDUCIA E SFIDA LA CAMERA. STRAPPO CON MINORANZA DEM

     

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    Prima prova di forza per Matteo Renzi in Aula alla Camera. Nel primo pomeriggio si vota la prima delle tre fiducie chieste dal governo sull’Italicum. Il partito è scosso e la minoranza Dem sulle barricate insieme all’opposizione. Diversi big del Pd non parteciperanno al voto e l’ex segretario Pier Luigi Bersani attacca: “Si ricordano degli ex leader per chiedere loro la fiducia solo quando si tratta di fiducie, non quando ti rimuovono dalla commissione”. “Sulla legge elettorale – dice Renzi – sono giorni di polemica e discussione. Rispetto le posizioni di tutti e di ciascuno. Fa male sentirsi dire che siamo arroganti e prepotenti: stiamo solo facendo il nostro dovere. Siamo qui per cambiare l’Italia. Non possiamo fermarci alla prima difficoltà” Mettere la fiducia sulla legge elettoraleè un gesto di serietà verso i cittadini. Il premier Renzi scrivendo alla Stampa difende la decisione sull’ Italicum. “Dopo aver fatto modifiche, mediato, discusso, concertato, o si decide o si ritorna al punto di partenza. Se un Parlamento decide, se un governo decide, questa è democrazia, non dittatura”. Se l’Italicum non passa – ribadisce – il governo va a casa. Renzi si dice pronto a discutere sul Senato, ma adesso basta con la melina. E rimarca che se la legge elettorale viene approvata vuol dire che il Parlamento vuole continuare le riforme. “Sulla legge elettorale – scrive nella e-news – sono giorni di polemica e discussione. Rispetto le posizioni di tutti e di ciascuno. Fa male sentirsi dire che siamo arroganti e prepotenti: stiamo solo facendo il nostro dovere. Siamo qui per cambiare l’Italia. Non possiamo fermarci alla prima difficoltà”. “Se la legge elettorale andrà e il Governo – dice ancora – potrà proseguire il proprio compito, si aprirà una fase affascinante per tutti noi. Finita la fase delle riforme strutturali, infatti, la questione è: quale visione strategica per i prossimi vent’anni in Italia? Questa è la sfida che culturalmente più mi intriga”.La minoranza Deme scossa dalla situazione e diversi big hanno annunciato che non voteranno la fiducia tra cui Enrico Letta e Pier Luigi Bersani. Uno strappo pesante che in qualche modo sembra evocare fantasmi di scissione. “Questo non è più il mio partito”, dice l’ex segretario in colloqui con diversi quotidiani. Bersani smentisce lo spettro della scissione: “Io non esco dal Pd, bisogna tornare al Pd. Il gesto improprio di mettere la fiducia lo ha fatto Renzi, non io. E’ lui che ha fatto lo strappo”. Bersani va all’attacco: “Si ricordano degli ex leader per chiedere loro lealtà solo quando si tratta di votare queste fiducie, non quando rimuovono dalla commissione o non ti invitano alle feste”.