LA CGIA METTE IN GUARDIA CIRCA IL DESTINO DEL TESORETTO DEGLI SGRAVI FISCALI, NEL MIRINO DEI PARTITI

    Sempre in allerta rispetto alla ‘voracità’ della politica italiana, stamane la Cgia ha lanciato l’ennesimo l’allarme, mettendo in guardia circa il possibile destino del ’tesoretto’ da 142 miliardi di euro, composto dalla presenza di diverse agevolazioni fiscali contenute nell’ordinamento italiano che, con grande facilità, in questa campagna elettorale, in virtù delle ‘promesse’ esternate in questi giorni, potrebbe finire nelle casse dei partiti, finanziandoli. Come spiega l’Ufficio Studi della Cgia, ben 466 le agevolazioni (tra detrazioni, deduzioni fiscali, cedolari secche e crediti di imposta che riducono il prelievo sui contribuenti italiani), per un costo complessivo di 54 miliardi di euro annui per lo Stato. Senza contare poi le detrazioni ai fini Irpef, dei lavoratori dipendenti e gli autonomi (37,8 miliardi di euro), o quelle per i familiari a carico (11,3 miliardi), compresa una lunga serie di altre agevolazioni (come le aliquote Iva ridotte, le imposte sostitutive sui redditi da capitale, l’Ace per le società di capitali, tassazione separata per alcune tipologie di reddito, etc.). Non ultime, ancora, le spese fiscali per i tributi locali che, tra l’altro, consentono una riduzione del prelievo su Irap, Tari, Imu, Tasi e Tosap, nell’ambito delle tasse locali, parliamo di uno sgravio pari a 38,7 miliardi di euro all’anno. Come evidenzia Paolo Zabeo, coordinatore dell’Ufficio studi della CGIA, “Questo tesoretto, costituito in linea generale da oltre 142 miliardi, è finito nel mirino delle promesse elettorali presentate in questi giorni dai big della politica nazionale. La riduzione delle tasse, l’aumento delle pensioni minime o l’introduzione del reddito di cittadinanza potrebbero essere in gran parte realizzate attraverso una sforbiciata a queste agevolazioni che, quasi sicuramente, andranno però a penalizzare chi oggi beneficia di queste misure. Concentrando la nostra attenzione solo sulle misure strettamente riconducibili alla voce ’tax expenditures’, di queste 466 agevolazioni – osserva Zabeo – le prime 20 incidono sul totale della spesa (pari a 54 miliardi all’anno) per il 75,6%. Ciò vuol dire che la spesa per questo pacchetto di interventi agevolativi è fortemente concentrato su poche voci che potrebbero essere le prime a subire una contrazione”. Ad esempio, a farne le spese sarebbe il ’’bonus Renzi’’ il quale, interessando oltre 11 milioni di lavoratori dipendenti, in virtù di un livello retributivo medio-basso, costa allo Stato quasi 9 miliardi all’anno. Poi, la detrazione al 50% delle spese sul recupero edilizio, che pesa annualmente 6 mld di euro sulle casse pubbliche. Quindi, i proprietari della prima casa, che godono di uno ’’sconto’’ fiscale di 3,6 miliardi di euro, in ragione del fatto che la rendita catastale non rientra nell’imponibile Irpef. ’’Che sia necessario disboscare questa giungla di misure agevolative è fuori discussione è altresì importante non buttare via il bambino con l’acqua sporca. Non vorremmo, infatti, che a pagare il conto fosse ancora una volta il ceto medio che, rispetto alle altre, è stata la fascia sociale più colpita dalla crisi di questi ultimi 10 anni’, commenta il coordinatore dell’Ufficio Studi. Dal canto suo Renato Mason, Segretario della Cgia, parlando delle tasse aggiunge inoltre che “fatica a farsi strada in alcuni partiti anche in questo scorcio di campagna elettorale. E’ verosimile ipotizzare che con meno tasse da pagare si registrerebbe una decisa emersione di base imponibile tale da consentire al nostro fisco di concentrare le attività di contrasto nei confronti dei comportamenti fiscali più insidiosi. Ma va altresì segnalato che nel nostro Paese la riduzione strutturale delle tasse potrà comunque avvenire solo se si ridurrà di pari importo anche la spesa pubblica improduttiva. Altrimenti rischiamo di illudere inutilmente i cittadini. Infine, è auspicabile che la riduzione del costo del lavoro sui neo assunti con un contratto a tempo indeterminato introdotta in questi ultimi anni diventi strutturale’’.
    M,