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La Grecia ‘convinta’ a riaprire all’Italia, ma forse pesa più la ‘lesa maestà’ nei confronti di Bruxelles

Ultimo aggiornamento 18:06

Dunque la Grecia, ‘obtorto collo’, entro fine mese aprirà ‘liberamente’ ai turisti italiani. Un annuncio del quale c’è poco da rallegrarsi, non tanto per il fatto di poter tornare ad ammirare i meravigliosi e storici scorci ellenici (senz’altro meritevoli), quanto per la ‘forzatura’ che, come spiegheremo, gli amici ellenici hanno dovuto subire da parte dell’Europa.

Di Maio e Dendias rinnovano l’amicizia mediterranea

Ufficialmente è stato Di Maio a ‘convincere’ il collega greco Nikos Dendias che ha incontrato ad Atene: ”Sono contento che l’amico Dendias mi abbia rassicurato sul fatto che la Grecia aprirà all’Italia sicuramente entro la fine del mese eliminando qualsiasi tipo di blocco e obbligo di quarantena per gli italiani con l’impegno a valutare, in base ai dati, una riapertura già dalle prossime settimane”.

Dal canto suo l’omonimo greco ha replicato che “Il ministro Di Maio mi ha aggiornato sui dati in Italia nettamente migliorati. La Grecia toglie dal prossimo lunedì, in maniera graduale fino alla fine del mese, tutte le limitazioni nei confronti dell’Italia. Esprimo i sentimenti di solidarietà da parte del popolo greco al popolo italiano”.

Siglato anche un accordo che tutela i nostri pescatori

Poi per l’occasione, i due ministri degli Esteri hanno siglato “un accordo di delimitazione delle rispettive zone marittime”, e sancito anche “due ulteriori strumenti giuridici relativi sia alle risorse del Mediterraneo sia alla tutela dei diritti storici italiani di pesca nelle acque greche“. Un accordo importante, questo si, perché, come ha poi spiegato lo stesso Di Maio, ora “i nostri pescatori vedranno tutelati i loro diritti, sempre nel rispetto dei diritti sovrani della Grecia”.

Ma è stato un ‘torto’ verso l’Italia, o Bruxelles?

C’è intanto da premettere che, quando la Grecia ha annunciato le ‘regole’ da seguire per quanti intenzionati a trascorrervi le vacanze da altri paesi europei, nella stessa Italia era in atto una ‘feroce’ discussione sulla riapertura delle Regioni, che vantavano un’evidente ‘disparità’ in merito al numero dei contagiati, tale da ‘sconsigliare’ – come poi è invece stato – un’apertura ‘generalizzata. E che piaccia o no, per ovvie possibilità economiche, gli italiani che maggiormente viaggiano all’estero sono proprio quelli del nord-est, ed i greci lo sanno bene.

Poi, seconda questione, la Grecia non si rivolse ‘in particolare’ al nostro Paese ma, sia chiaro, a ‘tutti’ i paesi europei, indicando addirittura per ciascuno le modalità da seguire in termini di sicurezza.

Infine, essendo la Grecia un Paese la cui economia è quasi totalmente dipendente dall’indotto turistico, ha forse torto a tutelarsi, evitando per tempo una pericolosissima ‘ricaduta’ che avrebbe significato la ’morte economica’ del Paese?

In realtà, quando gli amici ellenici – come ogni paese civile avrebbe (dovuto) fare – hanno stilato regole e modalità per i turisti, come spiegato non hanno voluto ‘intenzionalmente’ discriminare qualcuno in particolare. Il problema, e qui le cose cambiano, è che tale iniziativa sia stata ‘partorita’ in autonomia cioè, senza consultare prima l’Europa. Un gesto che Bruxelles ha interpretato come ‘lesa maestà’, perché ormai, che piaccia o meno, i paesi più poveri in quanto tali, hanno potere decisionale zero.

Grecia ed Olanda, due pesi e due misure…

In questo senso fu quasi ‘tenero’ apprendere il disappunto del nostro governo in merito alla questione greca quando, nelle stese ore, attraverso uno dei maggiori quotidiani nazionali, gli olandesi ci ‘sbeffeggiavano’ in prima pagina, disegnandoci come sfaticati, intenti solo a fare la bella vita! Ma in quel momento (in piena questione Mes o recovey fund), fece più effetto ‘l’autodifesa’ greca che non l’attacco realmente discriminatorio degli olandesi nei nostri confronti…

Di Maio: “Regole europee uniformi per il turismo”

Infatti, a margine dell’incontro con il collega greco, Di Maio ha tenuto ad affermare un concetto che in qualche modo finisce per restituire la sovranità europea: ”Tutte le attività commerciali italiane impegnate nel turismo si sono attrezzate per ricevere i turisti in sicurezza”, e dunque l’Italia, ha tenuto e rimarcare il nostro ministro, chiede che, per quel che riguarda il settore del turismo, che vi siano “regole uniformi e non soluzioni bilaterali o ad hoc non appropriate”.

Ma, domandiamo, nel frattempo che ne è stato di quei ‘corridoi turistici’ da e per la Germania, chiusi invece all’Italia?…

Max