LA STORIA DI LAURA, MALATA E SGOMBERATA, DAL SUO MINIAPPARTAMENTO AL COLOSSEO E CONFINATA IN UNA STRUTTURA CON FAMIGLIE ROM. CASAPOUND: ‘RAGGI INTERVENGA’

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    Suscita più sdegno e rabbia che compassione la storia di laura, signora diabetica romana che, dopo aver abitato 30 anni un appartamento di 30 metri quadri al Colosseo è finita, racconta, “in una struttura dove alloggiano solo famiglie rom”, una struttura fuori Roma, “dove non passano nemmeno gli autobus”. Eppure (come sempre), comunicandogli lo sfratto il Comune di Roma le aveva promesso che l’avrebbe ospitata due mesi in albergo in attesa di un’altra sistemazione. Mentre i media ripercorrono la sua odissea attraverso un video, il vicepresidente di Casapound, Simone Di Stefano, la riporterà oggi nella sua casa del Colosseo. “Mi hanno detto la portiamo a Labaro, in un albergo’ – racconta Laura nel video – Poi, quando ero già nella macchina del Servizio sociale, mi hanno messo in guardia: ’Signora, guardi le devo dire una cosa… ci sono i rom, ma non si spaventi, non è come raccontano in tv…”. E lì come si trova? Le domanda una voce fuori campo. “Ci hanno tirato i sassi, ci hanno fatto di tutto”, dice Laura, che in questi due mesi è stata ricoverata due volte in ospedale: “Ho avuto un edema polmonare con una crisi ipertensiva poi sono stata dimessa e dopo due giorni sono stata ricoverata di nuovo…” . “La struttura è in mezzo al nulla, non c’è un presidio medico, se ti serve qualsiasi cosa devi chiamare un’ambulanza. Non ci sono nemmeno i bus. Sono praticamente segregata”, racconta. “L’hanno messa in una struttura dove alloggiano solo famiglie nomadi, alla periferia di Roma – spiega Di Stefano – La signora è diabetica, ha bisogno di insulina, di tante cose, ma soprattutto ha bisogno di tornare a casa. Per questo oggi l’abbiamo riportata nella casa da dove l’hanno portata via: pretendiamo che il Comune trovi una sistemazione decorosa per lei, dentro Roma, all’interno del Gra, in un posto quanto meno servito dagli autobus”. Riportata nell’appartamento dai militanti di Casapound, Laura sale a fatica, con la stampella, i gradini che la riportano nella sua casa del Colosseo, abbandonata dopo lo sgombero avvenuto prima dell’estate. “Sono 30 anni che la signora sale le scale, avrebbe preferito sicuramente una casa del Comune anche in un altro quartiere ma a piano terra. Questa non è una reggia da cui il Comune può tirar fuori milioni di euro. Ma se il sindaco vuole venderla, d’accordo, la venda, ma deve dare alla signora un’altra casa”. “Bene, la signora Laura è a casa. Ora rimarremo qui con lei e con l’altra famiglia italiana rimasta (padre madre due minori di cui uno con disabilità e due piccoli cani) finché il sindaco Raggi non troverà un’altra casa per queste persone”.

    M.