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La svolta: commercianti ed imprenditori palermitani vincono l’omertà e mandano in carcere 20 mafiosi

Ultimo aggiornamento 19:51

Una notizia importante quella che viene da Palermo, non tanto per l’entità degli arresti eseguiti a danno di personaggi legati alla mafia, quanto invece per il fatto che, a monte di questa ‘felice’ operazione condotta ai carabinieri, su delega dalla procura Distrettuale Antimafia di Palermo, vi sia il ‘coraggio’ di decine tra commercianti ed imprenditori.

Un fatto inedito che di fatto smonta quel velo di omertà (legittimamente indotto da minacce da far accapponare la pelle), che per decenni ha in parte ‘frenato’ gli inquirenti, e permesso alle cosche di fare il bello e cattivo tempo nell’Isola.

Il potente clan mafioso locale dietro a 22 casi accertati di estorsione

Stavolta però il coraggio e la fiducia nelle istituzioni hanno concorso ad assestare un bel colpo a danno del mandamento mafioso di Palermo Porta Nuova, dove si distingueva un noto clan familiare di Borgo Vecchio. L’operazione ha portato dietro le sbarre ben 20 soggetti, indagati a vario titolo come responsabili di reato quali associazione per delinquere di tipo mafioso, associazione per delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, associazione per delinquere finalizzata ai furti e alla ricettazione, tentato omicidio aggravato, danneggiamento seguito da incendio, estorsioni consumate e tentate aggravate, danneggiamento aggravato, furto aggravato e ricettazione.

Nello specifico, gli inquirenti sono così riusciti a provare almeno 22 casi di estorsione (aggravata dal metodo mafioso), delle quali 6 portate a termini e 16 tentate, tutte a danno di commercianti ed imprenditori, i cui affari si svolgevano appunto nell’area ‘controllata’  dalla famiglia mafiosa.

Decisivo il coraggio dimostrato da commercianti ed imprenditori

Come dicevamo, a rendere ‘epocale’ l’operazione portata a termine dai carabinieri, il fatto che sui 22 episodi di estorsione accertati dalla Procura, 13 sono stati individuati proprio grazie alle denunce dei commercianti e degli imprenditori mentre, altri 5 casi è vero che sono stati ricostruiti in seguito alle indagini ma, cosa non da poco, poi confermati e quindi contestati grazie alle testimonianze rese dalle vittime.

Il Gen. Guarino: “Grazie agli imprenditori che si sono fidati dell’Arma”

Come ha tenuto ad affermare nel corso della conferenza stampa il Gen. Arturo Guarino, comandante provinciale dei carabinieri di Palermo, ”Come carabinieri di Palermo vorremmo ringraziare quegli imprenditori che si sono fidati di noi. Molti sono venuti spontaneamente a denunciare i fatti, ci hanno messo la faccia e noi li abbiamo tutelati. E’ questo il messaggio che vogliamo dare alla città e a questa collettività: basta al pizzo. Grazie agli imprenditori che si sono fidati dell’Arma e grazie alle associazioni antiracket che hanno collaborato. Noi siamo a fianco di chi denuncia“.

Max