M5S: GRILLINI IN RIVOLTA, MA RINNOVANO FIDUCIA A STAFF

    CRESCE MALUMORE PER MAIL ’BAVAGLIO’, QUALCUNO CHIEDE VERIFICA OPERATO Roma, 22 mag. – (Adnkronos) – Non si placano a Montecitorio le polemiche per le linee guida diffuse dallo staff comunicazione M5S, vero e proprio “bavaglio” nei rapporti con la stampa, lamentano in molti. Tra i punti all’ordine del giorno della riunione dei deputati M5S, tutt’ora in corso, figura anche la presentazione degli ultimi ’arrivi’ in forza allo staff sotto accusa: due new entry chiamate ad occuparsi del lavoro delle Commissioni. Ma in realta’, riferiscono diversi parlamentari stellati, lo staff stampa oggi ha rischiato grosso, con alcuni deputati che, nel corso della riunione, hanno chiesto di verificarne l’operato a stretto giro. Alla fine la questione viene messa ai voti e i deputati rinnovano la fiducia a Nicola Biondo e al resto della squadra. In molti, pero’, hanno preferito disertare l’assemblea. “Meglio lavorare…”, confida stizzito un deputato in transatlantico, sconfessando uno dei tratti distintivi dei pentastellati: le riunioni-fiume. “Cosa andiamo a fare? – sbotta un collega – tanto noi non decidiamo nulla, tutto e’ nelle mani di Grillo e Casaleggio”. Cosi’ in tanti scelgono di snobbare l’assemblea. Mentre qualcuno decide di andare e dare voce al malcontento. “Niente di personale – avrebbe detto tra gli altri un deputato – sono persone anche simpatiche ma la comunicazione qui non va bene, non funziona. Per questo sarebbe il caso di darci un termine, verificare tra qualche tempo se qualcosa e’ cambiato”.
    AL SENATO SI SMARCANO, “COME DARGLI TORTO?”- “D’altronde, sono due mesi e mezzo che siamo qui – rimarca – e continuiamo a commettere esattamente gli stessi errori del principio. Se una cosa non va, la si cambia”. Sul tavolo, a quanto si apprende, anche la possibilita’ di individuare una figura di coordinamento tra gli staff comunicazione di Camera e Senato, che sembrano procedere su binari diversi. L’ennesima prova, la linea tenuta dagli addetti stampa di Palazzo Madama capitanati da Claudio Messora: in pratica, hanno preferito smarcarsi dalla mail della discordia. “Come dargli torto? – chiede un deputato – In quella mail c’erano errori madornali, a partire dalle ’ronde’ in transatlantico per monitorare il rapporto tra i parlamentari e i giornalisti ed evitare soffiate. Certo, c’era anche scritto che questa decisione non aveva finalita’ di controllo. Ma come si dice? Excusatio non petita, accusatio manifesta”.