Manovra, Conte parla al Senato

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    ll primo ministro Giuseppe Conte parla al Senato a proposito della manovra a cominciare dalla “complessa interlocuzione con le istituzioni Ue alla quale” l’esecutivo ha “dedicato il nostro intenso impegno. Ci ha richiesto inesorabilmente molto tempo, come era inevitabile in un negoziato caratterizzato da forti connotazioni politiche seppure dipanato lungo il binario di un serrato confronto tecnico”. Conte sostiene l’accordo trovato, nega ripensamenti sui provvedimenti cardini: “Il reddito di cittadinanza e quota 100 partiranno nei tempi previsti”, assicura sottolineando come la “soluzione condivisa sia buona per l’Italia e soddisfacente per l’Ue”. Le conseguenze della manovra sul debito pubblico, ha sottolineato Conte, saranno monitorati “in maniera rigorosa”. Ma mentre il premier italiano mostrava i progressi portati avanti con le istituzioni europee sulla manovra, in Senato erano sotto l’attenzione di tutti due posti vuoti tra le file del governo. Luigi Di Maio e Matteo Salvini non si trovavano insieme al loro capo per rispondere alle accuse delle opposizioni sulla manovra economica. Mentre il leader della Lega, tardivamente da Milano, ha di nuovo fatto muro nei confronti dell’Unione: “Bruxelles non controlla i nostri conti. I commissari europei dicono che i conti italiani resteranno sotto controllo? Rispondo che sarà il governo italiano a tenere sotto controllo il bilancio europeo”. Prima un piccolo problema con il microfono, poi interferenze in Aula per via di qualche senatore costringono il presidente del consiglio Giuseppe Conte ad interrompersi più volte durante il dibattito in Senato sulla conclusione del tavolo con l’Ue. La presidente di Palazzo Madama Maria Elisabetta Alberti Casellati ha tentato di ristabilire l’ordine: “Ora basta”, ha gridato e poi parlando in direzione dei banchi dell’opposizione ha ” diffidato ” la senatrice dem Teresa Bellanova (ex viceministro allo Sviluppo economico nell’esecutivo Renzi) dal voler ancora parlare al microfono, con il rischio di essere cacciata fuori da Palazzo Madama.