MENTRE GRILLO AGGIUSTA LE COSE (‘TROPPE DIFFICOLTÀ PER IL DIRETTORIO, PER QUESTO SONO TORNATO’), RENZI VA DRITTO ED ATTACCA: ‘IL M5S? DUE MORALI E CINQUE STELLE’

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    “Troppe difficoltà per il direttorio, alcune cose sono state difficili da gestire. Per questo ho ripreso in mano io la situazione, è stato necessario”. Questo, secondo l’agenzia di stampa Adnkronos, sarebbe quanto riferito oggi da Beppe Grillo ad alcuni deputati, ‘ragionando’ sulle sorti del direttorio che, stando ai fatti, e dalle parole dello stesso leader M5S, sembrerebbe ormai definitivamente superato. Grillo avrebbe anche suggerito ai suoi, specialmente nelle apparizioni televisive, di puntare senza esitazioni sui temi, “anche perché – avrebbe affermato con convinzione – abbiamo il programma più bello del mondo. Dovete essere gasatissimi, come lo sono io”. Ed a proposito degli ultimi accadimenti in seno al Movimento di Grillo, nel corso di un’intervista negli studi di Radio Capital, Matteo Renzi, prendendo spunto dalle polemiche con Virginia Raggi, ha tenuto a ribadire: “Ho detto, e lo confermo, che c’è una doppia morale. Loro hanno due morali e cinque stelle: se c’è un problema in casa loro certe regole non valgono, se c’è nel Pd si va all’attacco quasi disumano”. Poi il premier è tornato a rispondere su vari temi, iniziando delle critiche di Bankitalia e dell’Ufficio parlamentare di bilancio sullalegge di Stabilità: “Stiamo parlando di decimali di differenze e sempre della stessa solfa. Ogni anno si arriva a settembre-ottobre epuntuali come le occupazioni studentesche o le polemiche sulle prime giornate di campionato arrivano le polemiche su numeri: mi limito a dire che per il momento è sempre andata bene e abbiamo sempre trovato le coperture”. Quindi, inevitabile, il referendum: “Il punto non è quanti confronti fare da qui alla fine, non ho problemi di nessun genere, ma dovrei anche fare il presidente del Consiglio, nelle prossime ore licenziamo la legge di stabilità anche le tasse che vanno giù. Sì, va bene, ma la mia priorità è governare. Ammetto di aver impostato male la discussione – ha aggiunto il presidente del Consiglio – è giusto dire quando si sbaglia. Nell’inizio del dibattito anche io ho sbagliato. Tuttavia ora la domanda non è sul mio futuro, ma sul futuro delle istituzioni nei prossimi decenni: se il referendum non passa non si potrà più ridurre il numero di parlamentari. E’ vero che ho sbagliato, mi sono corretto e scusato, ora c’è 60 giorni, andiamo nel merito”. E per quanto riguarda poi la legge elettorale, “Il Pd, attesa la discussione, accetterà volentieri di porsi in un clima di dialogo e confronto con le forze politiche a ciò che si possa verificare la possibilità di modifiche cui non ci sottraiamo”. Così, “in politichese”, il premier ha replicato a una domanda sulle modifiche all’Italicum, ma non eludendo il suo pensiero rispetto al calo di popolarità evidenziato dagli ultimi sondaggi: “Quando fai il capo del governo è fisiologico che non hai la stessa popolarità di quando fai il candidato. Se c’è un momento in cui è fortissimo il consenso è all’inizio e alla fine del mandato. Ne ho parlato con Obama al G7, gli ho chiesto se era contento avere il tasso di approvazione più alto. Li mi ha detto, quando sei alla fine è normale”, ha spiegato Renzi. Infine, toccando stavolta la sua vita privata, Renzi ha tenuto a far sapere: “Mia moglie ha provveduto a querelare chi di dovere”, in risposta alle polemica seguite alla destinazione avuta dalla moglie per l’insegnamento. “Sono grato a una militante 5 stelle che ha scritto che quello che è stato detto e scritto è una assoluta vergogna – ha aggiunto il premier- Qualcuno dimostri che sono state fatte cose ad hoc e siamo pronti a cospargerci il capo di cenere. Attaccare mia moglie, supplente per 15 anni, è piccineria morale. Si vada nel merito, ma perché l’attacco personale?”.

    M.