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Migranti ed asilo, Bruxelles propone ‘un’aggiustata’ al sistema Dublino coinvolgendo tutti i paesi membri

Ultimo aggiornamento 17:09

Le migrazioni sono sempre state un fatto in Europa e lo saranno sempre. Per secoli hanno dato forma alle nostre società e a molte delle nostre vite. E sarà sempre così. E’ un fenomeno complesso e l’intero sistema per affrontarlo in Europa non funziona più. Il pacchetto della Commissione sulle migrazioni e l’asilo che presentiamo oggi offre un nuovo inizio”.

Leyen: “Affrontare le migrazioni con responsabilità e solidarietà”

Questa la premessa attraverso la quale Ursula von der Leyen, presidente della Commissione Ue, ha ripercorso per la stampa l’approvazione da parte del collegio dei Commissari, di un nuovo accordo sia sulle migrazioni, che sull’asilo.

Come ha tenuto a rimarcare la presidente, ”Vogliamo rispettare i nostri valori e affrontare le sfide di un mondo globalizzato. L’Europa deve lasciarsi alle spalle le soluzioni ad hoc e mettere in piedi un sistema di gestione delle migrazioni prevedibile ed affidabile”.  Quindi, ha aggiunto ancora la Leyen “è tempo di affrontare la sfida di gestire insieme le migrazioni, con il giusto equilibrio tra responsabilità e solidarietà“, ha detto ancora al termine del collegio dei commissari a Bruxelles che ha approvato la proposta di un nuovo patto sulle migrazioni e l’asilo.

Ecco il contenuto della proposta  approvata da Bruxelles

Dunque, come per altro già anticipato dalla stessa presidente alcune settimane fa, la Commissione si è prefissa l’obiettivo di ‘archiviare’ definitivamente il sistema di Dublino che, ‘ovviamente’ eccedendo (‘noi’ ne sappiamo qualcosa), oggi in qualche modo ‘addossa’ ai paesi teatri di sbarchi ed arrivi, costi ed oneri comportati dalla gestione dei flussi migratori, adottando un sistema che prevede una sorta di ‘rimborso’ attraverso i cosiddetti contributi flessibili di solidarietà da parte di Bruxelles.

Riforma di Dublino: “Cooperazione e contributi flessibili volontari”

Ora, come spiega invece il comunicato emesso stamane, “A seconda delle diverse situazioni negli Stati membri e delle fluttuanti pressioni migratorie, la Commissione propone un sistema di contributi flessibili da parte degli Stati membri“, ma riguardo ai dettagli non è al momento riportati nulla se non che, tali contributi, “possono variare dal ricollocamento dei richiedenti asilo dal Paese di primo arrivo, fino all’assumersi la responsabilità di rimpatriare le persone che non hanno diritto di restare o varie forme di supporto operativo”.

Questo nuovo sistema, spiega ancora la Commissione si basa sulla “cooperazione e su forme flessibili di supporto inizialmente su base volontaria, ma contributi più stringenti saranno richiesti in tempo di pressione su singoli Stati membri, sulla base di una rete di sicurezza. Il meccanismo di solidarietà coprirà varie situazioni, incluso lo sbarco di persone dopo operazioni di ricerca e soccorso, pressione, crisi e altre circostanze specifiche”.

Le difficoltà nel riunire tutti gli stati a favore di un progetto una proposta

Ora la conclusione finale, approvata dai collegi dei legislatori, e dal Parlamento Europeo, spetta al Consiglio (istituzione che riunisce gli paesi membri). E’ infatti proprio in quest’ultimo passaggio che dal 2015 la riforma di Dublino giace, in coincidenza della forte crisi migratoria seguita al conflitto civile siriano. Ovviamente non tutti gli stati si sono dichiarati favorevoli alla riforma o, almeno, a ‘questa’ proposta di riforma. Del resto, visto il ‘naufragio’ dell’idea dei ricollocamenti obbligatori (per altro, se rifiutati, cause di una multa ‘e via’), è abbastanza chiaro quanto sia difficile – non diciamo ‘imporre’ – ma riuscire a far passare un’idea o un progetto all’unanimità. Purtroppo le rispettive, ed il più delle volte divergenti, idee politiche, hanno ulteriormente complicato ogni tavolo di confronto…

Max