NORMAN ATLANTIC: SALE A 10 IL NUMERO DEI MORTI E TRENTA I DISPERSI

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    Il traghetto Norman Atlantic, dove domenica scorsa si è verificato un incendio al largo delle coste albanesi, provocando morti, feriti e dispersi, sarebbe attualmente rimorchiato da un mezzo navale albanese verso Valona. Lo si apprende a Brindisi da fonti investigative. Nelle manovre di aggancio sono però morti due marinai del rimorchiatore albanese. Un altro membro dell’equipaggio sarebbe rimasto gravemente ferito. Le vittime sono state colpite da un cavo che si è spezzato durante le manovre di aggancio.Al seguito del traghetto ci sono anche i rimorchiatori italiani della famiglia brindisina Barretta. Quest’ultima è stata delegata dalla procura di Bari, in qualità di ausiliario di polizia giudiziaria, di eseguire il sequestro della nave e di occuparsi della custodia giudiziale della imbarcazione. Il custode nominato sarebbe Francesco Barretta. Intanto le condizioni meteo ostacolano l’arrivo sulle coste italiane di altri naufraghi del Norman Atlantic. Il forte vento e il mare grosso stanno complicando le operazioni di sbarco nel porto di Manfredonia (Foggia) di 39 persone. Secondo quanto si è appreso, i naufraghi sono a bordo del mercantile ’Aby Jeannette’ di bandiera maltese, al largo di Margherita di Savoia (Barletta Andria Trani), e dovrebbero essere trasportati nel porto di Manfredonia con motovedette della Guardia costiera. Sul mercantile ci sono anche due persone con ferite lievi,gli altri sarebbero tutti in buone condizioni. Slittato anche l’arrivo a Brindisi della nave San Giorgio, dove sono stati messi in salvo circa 180 naufraghi. Si trova ancora nelle vicinanze del traghetto in avaria. Lo si è appreso dalla Capitaneria di porto di Brindisi. Il comandante della nave, Argilio Giacomazzi, e l’armatore, sono indagati per i reati di naufragio colposo, omicidio colposo plurimo e lesioni colpose. La competenza territoriale per le indagini sull’incendio del traghetto Norman Atlantic è della procura di Bari. E’ quanto si apprende a Brindisi da fonti investigative. La procura di Brindisi che aveva avviato un fascicolo per naufragio colposo e omicidio colposo sta ora procedendo in supporto ai magistrati del capoluogo barese con l’attività d’indagine. Continuano le operazioni di ricerca di eventuali dispersi nella zona dove è terminato il recupero ieri di passeggeri ed equipaggio del traghetto Norman Atlantic. Lo rende noto la Marina militare sottolineando che, al termine delle operazioni le navi San Giorgio e Durand de la Penne raggiungeranno il porto di Brindisi.  Dopo 40 ore in balia delle onde altissime, del gelo, del fumo e delle fiamme che hanno avvolto il traghetto Norman Atlantic in viaggio dalla Grecia all’Italia, di certo al momento ci sono due numeri: i naufraghi messi in salvo, che sono sono 427 e quello degli italiani salvi, che sono 44 italiani (di cui 22 passeggeri). Il numero dei morti sembra purtroppo destinato a salire: in serata, con il recupero di altri due corpi, se ne contano 10. E rimane il giallo se la nave trasportasse altre persone che non risultano nella lista dei passeggeri. Che certamente dovevano esservi: già due clandestini afghani sono comparsi nel gruppo dei 49 naufraghi giunti al porto di Bari su un mercantile. Per questo mentre il settimanale greco To Vima, considerato tra i più autorevoli, ha diffuso il numero di 38 dispersi, il ministro delle Infrastrutture Maurizio Lupi, nel corso di una conferenza stampa a Palazzo Chigi, si è affrettato a precisare che “fare le previsioni sul numero dei dispersi, l’abbiamo detto anche al ministro greco, ci sembra assolutamente prematuro. I numeri sono ballerini“.

    Sulla Norman Atlantic – ha spiegato il ministro – sono state salvate 427 persone (tra cui 56 membri dell’equipaggio), otto sono i morti (in serata sono stati però trovati altri due corpo ndr), per un totale di 435. Sulla lista d’imbarco però i passeggeri erano 478, ma alcuni dei nomi delle persone salvate non figuravano su quella lista. Dunque il “porto d’imbarco dovrà ora verificare la corrispondenza delle liste” anche perchè, durante il tragitto, il traghetto aveva effettuato uno scalo nel corso del quale alcuni passeggeri potrebbero essere scesi. Anche il ministro della Difesa Roberta Pinotti ha confermato: “continueremo a scandagliare il mare per verificare se ci fossero ancora dispersi”. Sull’imbarcazione, alla deriva per molte ore, c’è stato più di un momento di panico ed i soccorritori hanno dovuto fare i conti con il parapiglia dei naufraghi che si accalcavano cercando di essere soccorsi per primi. I militari portavano prima i bambini, le donne e gli anziani al livello dove potevano salire sull’elicottero – hanno raccontato alcuni superstiti – ma c’erano almeno una cinquantina di uomini che li picchiavano e li buttavano fuori per prendere il loro posto. La gratitudine ai soccorritori che hanno lavorato incessantemente in uno scenario molto difficile, è arrivata dal premier Matteo Renzi nel corso della conferenza stampa di fine anno. “Un intervento così ricco di passione, dedizione e tenacia ha consentito di evitare una vera e propria ecatombe”, ha detto, a loro va la “mia gratitudine a nome di tutti gli italiani. Il lavoro dei nostri connazionali ci render orgogliosi del tricolore e della nostra comune appartenenza”. Il comandante del Norman Atlantic, Argilio Giacomazzi, rimasto per ultimo sulla nave, dà una prova di “serietà”, ha aggiunto il presidente del Consiglio. “E’ stata scritta una pagina interessante e bella di serietà”, ma resta una pagina “drammatica per ciò che è accaduto e che ci riempie il cuore di dolore per le vittime”. E mentre tre procure, Bari, Brindisi e Lecce indagano su quanto avvenuto, la nave Norman Atlantic è stata posta sotto sequestro. “La magistratura albanese e quella italiana – ha spiegato in serata il ministero dei Trasporti – sono in contatto per decidere in quale porto verrà rimorchiata”. L’ammiraglio Nicola Carlone, della Guardia Costiera, poco prima aveva chiarito che “la nave era perfettamente efficiente, rispondeva a tutti i requisiti”: durante l’ ispezione il 19 dicembre a Patrasso erano state riscontrate 6 deficienze, di cui 2 immediatamente risolte e comunque “senza rilevanza” nell’incendio. Per le altre 4 era stata prescritta la soluzione in 14 giorni, ma comunque “l’autorizzazione ottenuta per partire significa che rispondeva a tutti i requisiti”. Per il recupero del relitto, che si trova ad alcune miglia dalla costa italiana, è stato incaricato la società olandese Smit. La magistratura albanese e quella italiana sono in contatto per decidere in quale porto verrà rimorchiata.Il comandante Argilio Giacomazzi ha lasciato il traghetto. “Sto bene, state tranquilli, è finito tutto: tra poco torno a casa”, ha spiegato. In precedenza il presidente del Consiglio Renzi  durante la conferenza di fine anno, ha detto che “come tutti i comandanti seri è l’ultimo ad abbandonare la nave”.E’ fallita l’identificazione della salma della prima vittima dell’incendio al traghetto Norman Atlantic trasportata a Brindisi, che si pensava fosse il marito della donna greca Teodora Douli, ricoverata a Galatina. Quello che si riteneva fosse il figlio della vittima – l’unica finora giunta in Italia – è stato accompagnato all’obitorio dell’ospedale Perrino dove non ha riconosciuto la salma. Il ragazzo, Labros Doulis, ha riferito che il padre si chiama Georgios e ha 67 anni.Hanno pianto ed hanno abbracciato i soccorritori i 49 naufraghi della nave Norman Atlantic – tra i quali 5 italiani – giunti a Bari a bordo di un mercantile. Alla vista dei soccorritori saliti a bordo, in tanti hanno pianto e hanno ringraziato per aver avuto salva la vita.