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Nuovi contagi, riunione governo-regioni per prevenire ed arginare i focolai. Al Sud linea dura, rientri nel mirino

Ultimo aggiornamento 19:20

Diciamolo chiaramente: le cose non stanno andando come pensavamo fino a qualche settimana fa. Purtroppo con l’avvento dell’estate, forse complice l’irrequietezza accumulata nel lungo ed estenuante lockdown, fatto è che soprattutto i giovani, sembrano vivere il quotidiano come nulla fosse, incurandosi totalmente di tutte le raccomandazioni lanciate loro dal governo in primis. Purtroppo i contagi stanno aumentando, non stiamo ai livelli degli altri paesi europei ma è ora che bisogna intervenire, andando a ad arginare i vari focolai che, a macchia di leopardo stanno interessando diverse aree del paese.

Nuovi contagi, un problema esteso anche al Sud

Poco fa si è conclusa la riunione tra il governo e le Regini per capire come concertare la gestione degli assembramenti (discoteche in primis) ma, su tutto, i ‘rientri’ dalle vacanze all’estero, veicolo di preoccupanti contagi.

Premessa purtroppo la recrudescenza di contagi in aree del paese ormai ‘consolidate’ dalla presenza del coronavirus (Lombardia, Veneto, Piemonte ed Emilia), a preoccuparsi sono anche i governatori del Sud dove, complice l’effetto vacanziero, sono stati individuati ed arginati diversi focolai. Nello specifico, attraverso specifiche ordinanze restrittive, che prevedono i tamponi obbligatori, fino all’isolamento, Puglia, Emilia Romagna, Campania e Sicilia hanno deciso di agire all’unisono, andando ad intervenire direttamente su quanti di ritorno da paesi classificati a rischio come  Grecia, Malta, Croazia e Spagna.

Speranza: “Test per chi rientra da Spagna, Grecia Malta e Croazia”

Come ha poi annunciato il ministro della Salute, Roberto Speranza, al termine della riunione, ecco Una ordinanza per chi rientra da quattro Paesi, Spagna, Grecia, Malta e Croazia”. Il ministro ha inoltre spiegato che “Sono ipotizzabili tre ipotesi: sottoporli a test antigene nei luoghi in cui arrivano; presentare certificato di test negativo fatto nelle 72 ore precedenti; comunicare il rientro alla Asl di appartenenza per effettuare un tampone nelle 48 ore successive”.

Boccia: “Dobbiamo restare il paese più sicuro al mondo”

Dal canto suo Francesco Boccia, ministro per gli Affari regionali, ha affermato che “Per il governo la sicurezza di tutti i cittadini è la priorità assoluta; dobbiamo restare il Paese più sicuro al mondo sul piano sanitario”. Come ha poi aggiunto Boccia, ”Il governo, su chi rientra in Italia dai Paesi stranieri, in particolare Malta, Croazia, Spagna e Grecia vuole assicurare la massima sicurezza. La proposta che facciamo alle Regioni è di rendere il servizio sanitario territoriale già molto rafforzato dall’impegno comune in grado di garantire tamponi a chi rientra dall’estero, con i risultati entro 48 ore dal rientro del viaggio“. Quindi concludendo, il ministro ha auspicato che, alla luce di questa delicata riunione tenutasi con le regioni, ”ci possa essere con le Regioni una condivisione del metodo da utilizzare nelle prossime settimane”.

Zaia: “D’accordo col governo: controlli sui rientri”

Molto più diretto come sempre invece il presidente veneto Luca Zaia, secondo il quale “Il tema dei rientri è serio, anche noi abbiamo molti veneti che rientrano. Bene, quindi, l’ordinanza del governo, altrimenti siamo pronti a ordinanze regionali“.

Fedriga: “I confini aperti con la Croazia un problema”

Sebbene i numeri non stiano creando problemi particolari alla sua regione, tuttavia Massimiliano Fedriga, governatore del Friuli Venezia Giulia dichiara di aver “condiviso l’iniziativa del governo sui rientri dall’estero. In Friuli – ricorda a proposito Fedriga – c’è un problema oggettivo con la Croazia, i confini aperti non consentono controlli agli ingressi”.

Max