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    Nuovo Dpcm 2 marzo: testo completo in Pdf

    MARIO DRAGHI PREMIER

    Nel cortile d’onore di Palazzo Chigi, ieri sera, a presentare il primo Dpcm firmato da Mario Draghi (in vigore dal 6 marzo al 6 aprile), non c’era il presidente del Consiglio, ma il ministro della salute Roberto Speranza e la ministra alla Affari regionali Mariastella Gelmini. Si è partiti da una premessa: cambierà poco rispetto a quanto visto finora.

    Le misure restrittive adottate dal nuovo governo per arginare la diffusione del virus non si discostano molto da quelle decise dal precedente esecutivo: rimangono, ovviamente, l’obbligo di distanziamento e l’uso delle mascherine. Anche il coprifuoco è invariato: dalle 22 alle 5 del mattino, così come la suddivisione del paese in fasce di rischio associate ad un colore.

    Si parte sempre dal rosso, per le zone più a rischio, fino al bianco, dove la circolazione del virus è fortemente limitata, come succede in Sardegna. In mezzo arancione e giallo. Sul sito del governo sono elencati i principali punti presenti nel nuovo Dpcm in vigore dal 6 marzo (QUI il testo completo in Pdf):

    ZONE BIANCHE

    Nelle zone bianche, si prevede la cessazione delle misure restrittive previste per la zona gialla, pur continuando ad applicarsi le misure anti-contagio generali (come, per esempio, l’obbligo di indossare la mascherina e quello di mantenere le distanze interpersonali) e i protocolli di settore.
    Restano sospesi gli eventi che comportano assembramenti (fiere, congressi, discoteche e pubblico negli stadi).
    Si istituisce un “tavolo permanente” presso il Ministero della salute, con i rappresentanti delle regioni interessate, del Comitato tecnico-scientifico e dell’Istituto superiore di sanità, per monitorare gli effetti dell’allentamento delle misure e verificare la necessità di adottarne eventualmente ulteriori.

    SCUOLA

    Zone rosse – Dal 6 marzo, si prevede nelle zone rosse la sospensione dell’attività in presenza delle scuole di ogni ordine e grado, comprese le scuole dell’infanzia ed elementari. Resta garantita la possibilità di svolgere attività in presenza per gli alunni con disabilità e con bisogni educativi speciali.

    Zone arancioni e gialle – I Presidenti delle regioni potranno disporre la sospensione dell’attività scolastica:

    nelle aree in cui abbiano adottato misure più stringenti per via della gravità delle varianti;

    nelle zone in cui vi siano più di 250 contagi ogni 100mila abitanti nell’arco di 7 giorni;

    nel caso di una eccezionale situazione di peggioramento del quadro epidemiologico.

    MUSEI, TEATRI, CINEMA E IMPIANTI SPORTIVI

    Nelle zone gialle si conferma la possibilità per i musei di aprire nei giorni infrasettimanali, garantendo un afflusso controllato. Dal 27 marzo, sempre nelle zone gialle, è prevista l’apertura anche il sabato e nei giorni festivi.

    Dal 27 marzo, nelle zone gialle si prevede la possibilità di riaprire teatri e cinema, con posti a sedere preassegnati, nel rispetto delle norme di distanziamento. La capienza non potrà superare il 25% di quella massima, fino a 400 spettatori all’aperto e 200 al chiuso per ogni sala.

    Restano chiusi palestre, piscine e impianti sciistici.

    ATTIVITÀ COMMERCIALI

    In tutte le zone è stato eliminato il divieto di asporto dopo le ore 18 per gli esercizi di commercio al dettaglio di bevande da non consumarsi sul posto.

    SERVIZI ALLA PERSONA

    Nelle zone rosse, saranno chiusi i servizi alla persona come parrucchieri, barbieri e centri estetici.

    SPOSTAMENTI DA E PER L’ESTERO

    Si amplia il novero dei Paesi interessati della sperimentazione dei voli cosiddetti “COVID tested”.

    A chi è stato in Brasile nei 14 giorni precedenti è consentito l’ingresso in Italia anche per raggiungere domicilio, abitazione o residenza dei figli minori.

    TAVOLO DI CONFRONTO CON LE REGIONI

    È istituito un tavolo di confronto presso il Ministero della salute, con componenti in rappresentanza dell’Istituto superiore di sanità, delle regioni e delle province autonome, del Ministro per gli affari regionali e le autonomie e del Comitato tecnico-scientifico, con il compito di procedere all’eventuale revisione o aggiornamento dei parametri per la valutazione del rischio epidemiologico, in considerazione anche delle nuove varianti.