Home POLITICA POLITICA ITALIANA Prescrizione, il Pd ‘rilancia’ su Bonafede con una ‘sua’ proposta

Prescrizione, il Pd ‘rilancia’ su Bonafede con una ‘sua’ proposta

Ultimo aggiornamento 18:44

La prescrizione? “noi non vorremmo utilizzare. Il nostro auspicio che la sintesi venga fatta dal Guardasigilli, che non può non tener conto di tre quarti della maggioranza e di tutte le forze che all’esterno del Parlamento hanno fatto sentire la loro voce” dunque per questo motivo, ma anche perché urge “ragionare senza totem e tabù”, e trovare una sorta di ‘compromesso’ per assicurare così all’interno dell’ordinamento un “istituto necessario tra l’esigenza di giustizia e la durata ragionevole dei processi”, Walter Verini, responsabile giustizia del Pd, ha annunciato che il suo partito ha depositato stamane sia alla Camera che al Senato, un ‘suo’ disegno di legge sulla prescrizione. Come aggiunge ancora Verini, a proposito della posizione assunta dal ministro M5s della Giustizia, Bonafede aveva “l’esigenza” del di arrivare comunque al primo gennaio, in quanto per il M5s la riforma sulla prescrizione rappresenta un simbolo. Ma questa norma rischia di produrre effetti molto pesanti”. Dunque, aggiunge infine il responsabile giustizia dem, l’augurio è “che messe da parte le bandierine, si possa ragionare in un clima più disteso, senza totem e senza tabù“.

“Un processo non può durare all’infinito”

Dal canto suo, il capogruppo del Pd in commissione Giustizia della Camera, Alfredo Bazoli, evidenzia che bisogna però “distinguere tra sentenze di condanna e di assoluzione: applicando quindi la sospensione solo nel primo caso: due anni dopo il primo grado, aggiungendo sei mesi in caso di nuova istruttoria dibattimentale; un anno dopo l’Appello. La soluzione tecnicamente migliore, per evitare che i processi già iniziati si concludano con prescrizione e che questo si trasformi in processi infiniti”.
Secondo invece il capogruppo dem in commissione Giustizia al Senato, Franco Mirabelli (che ha denunciato l'”ipocrisia della Lega, “che ha votato la norma che blocca la prescrizione”), si parla di “una proposta per una discussione senza equivoci sulla riforma del processo penale”. Tuttavia, ribadisce il sottosegretario alla Giustizia, Andrea Giorgis, “la soluzione più ragionevole sarebbe stata sospendere l’entrata in vigore della norma che blocca sine die la prescrizione. Anche perché la riforma Orlando non è stata ancora misurata nei suoi effetti”. Quindi, sottolinea, la proposta dem “sgombra qualsiasi equivoco sulla nostra volontà politica: vogliamo fare di tutto perché la giustizia possa concludere il suo corso e il processo non abbia una durata infinita”.
Oltretutto, aggiunge infine Verini citando la proposta di Enrico Costa (Fi), questa ha “l’obiettivo di mettere un cuneo nella maggioranza, per far tornare al governo quelli che dicevano che si deve marcire in galera”.

Costa (Fi): “Il Pd ha una gran faccia tosta”

Dichiarazioni che hanno inevitabilmente mandato su tutte le furie Costa il quale, senza perder tempo ha replicato di getto: “Quelli del Pd hanno davvero una gran bella faccia tosta. Prima respingono più volte la nostra proposta provocando l’entrata in vigore dello stop alla prescrizione targato Bonafede, poi presentano un testo con gli stessi contenuti della proposta appena bocciata. L’unica differenza sta in sei mesi di sospensione in più dopo il primo grado e sei mesi in meno dopo l’appello. Noi comunque andiamo avanti in modo lineare. Se l’8 gennaio venisse presentato un emendamento alla proposta di Forza Italia, contenente questo testo del Pd, lo voteremmo in un minuto“. Infine, il deputato e responsabile Giustizia di Fi, ha tenuto a sottolineare che “siamo aperti a qualunque idea – da chiunque provenga – finalizzata a reintrodurre l’istituto della prescrizione dopo il primo grado, scongiurando il ‘processo infinito’. Siamo tuttavia convinti che il Partito democratico, come sempre, predichi bene, ma razzoli male. Pur di salvare il governo, sarebbero capaci di votare contro la loro stessa proposta 10 giorni dopo averla presentata. Li sfidiamo a smentirci“.
Max