RICORSO CONTRO LA SCARCERAZIONE DELLO STUPRATORE DELLA DOTTORESSA

    Si fa tanto parlare dell’inarrestabile recrudescenza di casi di stupro e violenza sessuale nel nostro Paese, e giustamente ci si domanda come poter intervenire – attraverso leggi ancora più severe – per restituire alle donne una parvenza di tranquillità nel loro quotidiano. Ma purtroppo sotto questo aspetto la legge dimostra diverse lacune e, come dimostra quanto sta accadendo in questi giorni, per punire come merita un balordo senza scrupoli, ci si deve affidare ad un ’ricorso’. E’ quanto sta valutando la Procura di Bari – di ricorrere presso la Corte di Cassazione – in opposizione al provvedimento del Tribunale del Riesame che, a causa della denuncia ’tardiva’ (c’è tempo fino a 6 mesi), ha ’dovuto’ scarcerare M.Z,. il 51enne, che ha violentato nel suo stesso paese – Acquaviva delle Fonti – una dottoressa del impegnata nel servizio notturno di guardia medica. La legge in questo senso parla chiaro: ci sono 6 mesi di tempo per denunciare uno stupro, e quindi al 51enne sono stati i concessi gli arresti domiciliari con braccialetto elettronico per il solo reato di stalking. La violenza ha avuto luogo 9 mesi fa, il medico aveva tuttavia precedentemente denunciato atti persecutori nei suoi confronti (accertati dalle indagini della Procura di Bari), costringendo addirittura la dottoressa a cambiare tre diverse sedi di lavoro fino a quando, lo scorso settembre, ormai sfinita, e temendo per la propria incolumità, ha infine deciso di presentare denuncia.
    M.