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“Scissione nel M5s? Il rischio c’è. Alcune scelte ‘amicali’ interne ci hanno penalizzato”, ammette la Ruocco

Ultimo aggiornamento 19:36

Referendum a parte, se è vero che in ‘teoria’ le Regionali fra centrosinistra e centrodestra si sono rivolte ‘equamente’ (anche se a ‘conti fatti’ il centrodestra ora gestisce 15 regioni su 20!), in realtà l’appena conclusa tornata elettorale almeno su un punto è stata abbastanza eloquente: la disfatta del M5s.

Un fallimento totale per il quale, seppure minimizzato in apparenza, all’interno urge quanto prima un cambio di rotta per evitare l’estinzione dalla scena politica. Ne è cosciente, e ne ha parlato con l’agenzia di stampa AdnKronos Carla Ruocco, deputata pentastellata, sulla poltrona della presidenza della Commissione d’inchiesta sul sistema bancario.

“Da sempre ho perorato la causa della valorizzazione delle qualità, questa sarebbe dovuta essere la strada maestra  ammette la deputata –  Qualità e partecipazione sono i perni attorno a cui deve ruotare tutto. Ben venga la leadership collegiale se può garantire questi due fattori”.

Ruocco: “Una scissione interna al M5s? Potrebbe essere possibile”

Inevitabilmente, vista l’aria anzi, le ‘correnti’, che tirano all’interno del Movimento, più di qualcuno ha allertato circa il pericolo di un’eventuale scissione. Ipotesi che la stessa Ruocco, con grande onestà, non si sente di escludere: “Può darsi, ma non è una questione di guerra tra bande. Ci sono requisiti che il M5S deve ritrovare, la gente non si è sentita sufficientemente coinvolta e valorizzata”

Ruocco: “Di Battista? Non si è mai messo in gioco veramente”

Quando le viene fatto notare che lo stesso Di Battista ha definito questa debacle come la peggiore sconfitta subita dal M5S, la presidente della Commissione d’inchiesta sul sistema bancario replica che “Alessandro non si è mai messo in gioco realmente. Non saprei proprio come considerarlo: fa i post, va in piazza, ma non si è mai messo in gioco. Se può fare il leader? Chiunque può essere eletto in maniera democratica, nulla è precluso: se Alessandro, messo alla prova, può valorizzare quello che ho detto, può tranquillamente diventare un leader. Ma ripeto, lui non si è mai messo in gioco realmente”.

Ruocco: “Di Maio Leader? Va deciso unanimemente, dopo tanti favoritismi”

Riguardo poi ad un eventuale ritorno di Gigino Di Maio alla leadership,  la deputata preferisce non approfondire più di tanto: “Non sono io a doverlo dire: se la scelta deve essere collegiale, figuriamoci se posso esprimermi su questo. Sono state fatte scelte che hanno penalizzato il Movimento. Persone all’interno del M5S che si sono sentite trascurate… si è fatto un gioco di caminetti e amichetti, ma così non si guarda avanti”.

Ruocco: “Grillo? Non può gestire tutto o assumersi responsabilità non sue”

E la figura del cofondatore? Quanto può ancora portare Beppe Grillo al Movimento? “Ma Grillo cosa può fare? E’ stato sempre criticato quanto ha detto la sua in maniera più importante. E quando sta zitto, gli chiedono di intervenire. Non può gestire tutto lui – puntualizza la Ruocco – non può assumersi lui le responsabilità che non ha”.

Ruocco: “Urge un coinvolgimento emotivo, dobbiamo riaccenderci”

Infine la domanda più scontata ma comunque ‘pesante’: forse il M5S ha commesso un grosso errore alleandosi col Pd?  “Il nodo non sono le alleanze, la vera questione è riuscire a mantenere la nostra identità”, ribatte subito la ‘grillina’ per poi concludere: “Il Movimento deve riattivare un coinvolgimento emotivo, a partire dai portavoce a tutti i livelli, arrivando a livello locale. Deve tirare fuori il meglio da ciascuno. Insomma, deve riaccendersi”.

Max