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Scuola: “Il rischio zero non esiste”, quindi la Azzolina si appella al comune senso di responsabilità

Ultimo aggiornamento 17:44

Eludendo l’interrogativo di fondo che in questi giorni tormenta tutti i genitori italiani, preoccupatissimi da questo ‘inutile’ ritorno a scuola il 14 settembre (quando la settimana dopo poi ci si ferma per le elezioni), stamane il ministro dell’istruzione, Lucia Azzolina, è intervenuta non per rassicurarci sul fatto che, nonostante i rischi di nuovi contagi, si è lavorato per ridurli al 90%, ma semplicemente per ricordare che il ‘rischio zero’ non esiste!

Azzolina: “Fondamentale il senso di responsabilità”

“Siamo consapevoli del fatto che il rischio zero non esista, anche a scuola – ha infatti esordito la ministra – Proprio per questo sarà fondamentale il senso di responsabilità di ciascuno e il rispetto delle Linee guida e dei Protocolli emanati insieme alle competenti autorità sanitarie”.

Tuttavia, ha tenuto a rimarcare la Azzolina, ”Il Governo in questi mesi, ha sempre lavorato nell’ottica di valorizzare e ascoltare il contributo di tutti, rispondendo e dando sostanza ad un mandato parlamentare chiaro: far ripartire l’attività delle scuole in sicurezza”. Del resto, ha quindi aggiunto, “Sono stati mesi, quelli appena trascorsi, di intenso lavoro. In campo non c’è stato solo il Governo. Il Parlamento ha svolto un ruolo determinante. Penso, ad esempio, al grande lavoro comune fatto attraverso l’approvazione di quel decreto scuola che ha fornito gli strumenti per una ordinata chiusura del passato anno scolastico, per lo svolgimento degli Esami di Stato e per la ripresa, dal 1 settembre, in presenza, delle attività di recupero e integrazione degli apprendimenti”.

Azzolina: “Riaperture, frutto di uno sforzo comune”

Quindi la responsabile dell’Istruzione ha nuovamente ribadito che “In queste settimane poi, tutto il mondo della scuola e delle Istituzioni coinvolte si è mobilitato per raggiungere l’obiettivo della riapertura, attraverso le sue diverse diramazioni: Il Ministero dell’Istruzione, l’Amministrazione ministeriale, centrale e periferica, i dirigenti delle nostre scuole, gli Enti locali, le Organizzazioni Sindacali, le Associazioni di studentesse e studenti e genitori. C’è stato il massimo sforzo da parte di tutti per il conseguimento di un risultato che riguarda il Paese intero. Il confronto è stato sempre serio, franco. Le opinioni sono state anche divergenti. Ma questo è il sale della democrazia. È stato poi fatto un lavoro di sintesi comune, nell’interesse generale”.

Ad ogni modo ancora non sappiamo quante scuole nel Paese abbiano realmente ‘le carte in regola’ per riaprire, non diciamo in sicurezza totale, ma almeno garantendo tutti i requisiti necessari…

Max