Home ATTUALITÀ BREAKING NEWS “Se si fallisce andiamo tutti a casa”, Bonomi (Confindustria) lancia un patto...

“Se si fallisce andiamo tutti a casa”, Bonomi (Confindustria) lancia un patto con governo e sindacati

Ultimo aggiornamento 16:45
CARLO BONOMI PRESIDENTE ASSOLOMBARDA

Se si fallisce, nei pochi mesi ormai che ci separano dalla definizione delle misure da presentare in Europa, non va a casa solo lei – afferma, indicando il premier, seduto in prjma fila – andiamo a casa tutti, perché il danno per il Paese sarebbe immenso. Non ce lo possiamo permettere. E’ tempo di azione comune, oppure non sarà un’azione efficace. Presidente lei ha detto ‘se sbaglio sull’utilizzo del Recovery Fund mandatemi a casa’. No signor presidente, se si fallisce non va a casa solo lei, andiamo a casa tutti”.

Ancora una volta Carlo Bonomi, leader di Confindustria, è tornato a commentare la situazione economica del Paese e, nuovamente, non ha mancato di bacchettare in qualche modo l’esecutivo. ’’Da troppi anni in Italia manca una visione – ha tenuto a precisare – una visione alta e lungimirante’’.

Confindustria: “Serve più il coraggio del futuro, anche scelte controvento”

Nello specifico, Bonomi si è fermato a denunciare la mancanza di scelte da parte del governo in quanto, ha scandito,  Servono scelte per l’Italia del futuro, scelte anche controvento. Serve più il coraggio del futuro”. In sostanza, per il capo degli industriali,  serve una rotta precisa per dare significato complessivo alle misure. E per tracciare la rotta serve un approdo sicuro”.

Confindustria: “Urge recuperare 25 ani di modestissima produttività”

Dunque, dovendo ora ‘recuperare’ 25 anni di modestissima produttività, continua Bonomi, urge “un quadro netto e chiaro, di poche decisive priorità su cui poi ri-orientare la crescita del Paese e servono strumenti fini per indirizzare la politica economica e industriale dell’Italia”. Quindi, rilanciando poi una sorta di ‘alleanza’ fra imprese, sindacati e governo, il leader degli industriali rimarca che “serve un nuovo grande patto per l’Italia”, perché, “La nuova produttività che serve all’Italia dopo 25 anni di stasi deve considerare contestualmente le politiche di innovazione, la formazione e l’advance knowledge, la regolazione per promuovere l’efficienza dei mercati, le infrastrutture abilitanti sia fisiche sia istituzionali e interventi strutturali per la coesione sociale”.

Perseguendo “l’obiettivo di massimizzare il ruolo di motore dello sviluppo del sistema delle imprese e del lavoro e dare centralità alla manifattura”, Bonomi ha poi concluso affermando che “Questo è il fulcro del Patto che chiediamo al Governo di scrivere: con noi e con tutte le parti sociali. Un grande patto”.

Max