Sempre connessi, 4 italiani su 10 “malati” di smartphone – di Daniele Russo

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    I risultati della recente indagine condotta da Microsoft attraverso il sito Internet Msn.com/it, mostrano che 4 italiani su 10 sono “malati” di smartphone. Sarebbero ormai degli autentici “geek”, termine coniato dagli americani per indicare i giovani dipendenti, in modo patologico, dalla tecnologia.

    Sempre connesso, il geek salta da facebook a instagram, scarica app e giochi per il proprio telefono, vende e compra oggetti su eBay, preferisce chattare su whatts app invece che scambiare quattro chiacchiere con il vicino di casa o di treno. E non disdegnerebbe una corsia preferenziale per consultare liberamente lo smartphone anche quando passeggia in città, come quella inaugurata poco tempo fa nella città cinese di Chongqing.

    Ma attenzione: il geek non è un “nerd”, l’informatico geniale ma completamente fuori dal mondo. Al geek di codici e programmazioni non importa nulla. Usa gli strumenti elettronici solo per sentirsi più social.

    La ricerca di Microsoft rivela anche l’esistenza di una categoria più neutrale, formata dal 41% dei partecipanti al sondaggio che alla tecnologia, in un certo senso, si è adattata per necessità o per lavoro.

    C’è invece chi esagera: l’Ocse, rapporto “Pisa 2014”, parla esplicitamente di “analfabetismo da diffusione della tecnologia”. Tre studenti su dieci scrivono, ad esempio, usando la lettera “k” al posto del “ch”.

    Secondo uno studio condotto dall’università di Waterloo, utilizzare troppo lo smartphone influisce anche sulla capacità di ragionare, in pratica più lo usiamo e meno usiamo la testa.

    E nel secolo della rivoluzione digitale si può finire con l’essere soli. I social network o i videogame giocati in modalità collettiva ci danno la sensazione di essere in contatto con altri, ma di fatto ci circondiamo di presunti “amici” che in realtà sono perfetti sconosciuti: è questo l’avvertimento lanciato dalla Brigham Young University (Utah). Secondo gli esperti americani, la solitudine minaccia la salute più dell’obesità: chi ne soffre sconta un rischio di morte del 14% più alto rispetto alla media.

    Attenzione quindi, ben venga la tecnologia, ma se usata per staccare un po’ il cervello e con intelligenza.

    L’uso smisurato della tecnologia oltre al merito dell’utilità, della precisione e dell’informazione rapida ha anche quello di ridurre lo spazio fuori e dentro di noi e con esso anche la nostra affettività.