Home POLITICA ESTERI Stati Uniti, impeachment: inizia oggi al Senato il secondo processo contro Trump

Stati Uniti, impeachment: inizia oggi al Senato il secondo processo contro Trump

L'ex presidente è accusato di aver istigato l'insurrezione al Congresso

DONALD TRUMP

Inizia oggi, martedì 9 febbraio, il secondo impeachment al Senato nei confronti di Donald Trump, accusato di aver istigato l’insurrezione al Congresso del 6 gennaio scorso. Trump è l’unico presidente (ormai ex) nella storia degli Stati Uniti a essere messo in stato d’accusa per due volte e il primo a subire il processo dopo la fine del mandato presidenziale.

Oggi al Senato si voterà, dopo un dibattito di quattro ore, per decidere se l’impeachment è costituzionale. Su questo basta una maggioranza semplice e passerà senza problemi (la camera “alta” è a maggioranza dem). Da domani, mercoledì 10 febbraio, parte il processo vero e proprio: le due parti avranno a disposizione dodici ore ciascuna per esporre le proprie posizioni. Inizia l’accusa, poi spetterà alla difesa prima di terminare con le domande dei senatori.

L’accusa

Secondo l’accusa, composta da una commissione di deputati democratici, Trump non può non essere dichiarato responsabile dell’assalto al Congresso, in cui sono morte cinque persone. Trump “ha messo in pericolo la sicurezza del Paese e delle istituzioni – recita una pagina dell’articolo di impeachment – ha minacciato l’integrità del sistema democratico e ha ostacolato una pacifica transizione dei poteri”. Al centro delle accuse la frase, pronunciata dall’allora presidente mentre il Congresso stava per certificare la vittoria di Joe Biden, con cui incitava i manifestanti a “combattere come indemoniati” per difendere il Paese. Nei mesi precedenti, inoltre, Trump “ha amplificato le bugie, convincendo i suoi sostenitori di essere vittime di una grande frode elettorale“.

La difesa

I legali di Trump si concentreranno più sull’aspetto tecnico che politico: ovvero dimostrare che è impossibile mettere in stato d’accusa un ex presidente. Per il resto la difesa, che proverà a spiegare che non ci sono connessioni tra il discorso di Trump e l’assalto dei suoi sostenitori, ha bollato come “teatrino politico” questo processo. In ogni caso Trump non si farà interrogare e non sarà presente in aula.

Come finirà

Difficile, se non impossibile, che questo processo punisca Trump. Per essere condannato la Costituzione richiede la maggioranza di due/terzi (66 senatori). Al Senato i democratici sono 50 e, nei giorni scorsi, 45 senatori repubblicani hanno votato una mozione per dichiarare incostituzionale l’impeachment. In totale il Partito democratico dovrebbe quindi convincere 11 senatori repubblicani (più cinque), mentre ai legali di Trump basta tenerne stretti 34. In caso di condanna, comunque, l’ex presidente non verrebbe (ovviamente) tolto dal suo incarico che non ha più, ma interdetto dai pubblici uffici.  Ovvero escluso dalle presidenziali del 2024.

Biden

Sulla questione il neopresidente Joe Biden si è espresso ‘sonnecchiosamente’ favorevole. Da una parte sente il dovere del Partito di procedere contro chi “ha attentato le istituzioni democratiche”, dall’altra non ne ha alcuna voglia. L’obiettivo è mettere in atto l’ambizioso programma della sua agenda politica nei primi cento giorni del mandato. Uno stallo al Senato può solo rallentarlo, oltre a rinsaldare un Grand Old Party fino a ieri diviso.

L’impeachment nella storia

Il primo presidente accusato fu Andrew Johnson nel 1868. Nel 1974 toccò a Richard Nixon, che si dimise prima del voto a causa dello scandalo Watergate. L’ultimo (prima dei due nei confronti di Trump) fu Bill Clinton nel 1998, accusato per aver mentito riguardo alla relazione extraconiugale intrattenuta con una stagista della Casa Bianca, Monica Lewinsky.

Mario Bonito