USA – MENTRE GIURA COME PRESIDENTE, ALCUNI STRETTI CONSIGLIERI DI DONALD TRUMP SONO INDAGATI DALL’FBI PER ‘SOSPETTI RAPPORTI’ CON LA RUSSIA

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    Mentre Donald Trump si accinge a giurare come Presidente degli Stati Uniti d’America, l’intelligence a stelle strisce – Fbi in testa – ha reso noto che si sta indagando su alcuni dei principali consiglieri del tycoon, tra i quali l’ex presidente della sua campagna Paul Manafort, per sospetti rapporti con la Russia. Lo rivela oggi il New York Times, citando fonti del controspionaggio americano, spiegando che le indagini che caratterizzano l’inchiesta sono accompagnate da inequivocabili intercettazioni e transazioni finanziarie. Certo, c’è da capire quale siano le motivazioni che originano le indagini: se collegate all’attività della campagna elettorale o a Trump stesso. Così c0me, evidentemente, non è chiaro se questa inchiesta sia collegata con quella sugli attacchi hacker ai democratici che ha concluso che il governo russo sia da ritenersi il mandante delle violazioni dei sistemi informatici del partito e della campagna di Hillary Clinton. A guidare l’inchiesta è l’Fbi, che è responsabile negli Usa delle operazioni di contro spionaggio, sostenuta dalla National Security Agency, la Cia e l’unità per i crimini finanziari del dipartimento del Tesoro. Il presidente Trump, sottolinea il Times, si troverà da oggi nella posizione quindi di supervisionare l’operato di queste agenzie che stanno indagando sui suoi collaboratori dopo aver stabilito che il governo russo ha condotto azioni che hanno aiutato la sua vittoria elettorale. Nelle ultime settimane, gli investigatori avrebbero aumentato i loro sforzi per chiudere l’inchiesta ma al momento non sarebbero ancora state trovate prove certe di illeciti. Una delle fonti del Times ha affermato che alcune delle intercettazioni sono state consegnate alla Casa Bianca. Ad ogni modo, da parte dello staff di Trump si nega comunque “di essere a conoscenza di questa inchiesta” e di non avere cognizione di “nessun elemento su cui possa fondarsi” il lavoro degli investigatori. Manafort ha definito le accuse “completamente false, un trucco sporco dei democratici”. “Non ho mai avuto relazioni con il governo o funzionari russi”, ha dichiarato lo stratega repubblicano al Times. Anche Stone e Page di sono dichiarati assolutamente estranei ai fatti.