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Auto d’epoca, occhio: Ferrari, Honda e BMW sono i marchi più ambiti, ma anche quelli più soggetti alle truffe

Ogni collezionista e appassionato di auto conosce l’emozione di trovare un’auto d’epoca ben conservata. Come le opere d’arte o gli altri oggetti da collezione, le auto d’epoca sono un vero e proprio investimento, in quanto il loro valore tende a crescere nel tempo. C’è una condizione fondamentale tuttavia: deve presentare una storia chiara e, possibilmente, ben documentata.

A tal proposito troviamo interessante la ricerca condotta in merit, dalla società specializzata nella raccolta di dati del settore automobilistico carVertical, la quale ha rivelato che le contraffazioni del contachilometri e eventuali danni pregressi rappresentano problemi comuni per le auto d’epoca tanto da incidere pesantemente sul loro prezzo e diminuirne il valore complessivo.

Auto d’epoca:  la contraffazione del contachilometri è il fenomeno più frequente

Nello specifico, si legge, i report di carVertical generati dagli utenti della piattaforma, a livello globale hanno mostrato che un veicolo su quattro (25,3%) prodotto prima del 1993 presenta irregolarità nel contachilometri.

In media, le auto antecedenti al 1993 sottoposte a controllo presentavano una media di 83.000 chilometri non registrati.

Auto d’epoca: Ferrari (38,9%), Honda (34,2%), Ford (32,6%) e BMW (31,6%), i marchi maggiormente coinvolti

L’azienda di dati sul settore automobilistico ha già provato che esiste una relazione diretta tra l’età di un veicolo e la probabilità che esso sia stato sottoposto ad alterazioni del contachilometri o siano stati nascosti danni subiti. Inoltre, i veicoli di età compresa tra i 28 e i 31 anni hanno le maggiori probabilità di essere sottoposti alla falsificazione del contachilometri. Poiché gli acquirenti tendono a cercare i veicoli d’epoca in tutto il mondo, diventa estremamente importante tenere d’occhio questo problema quando si investe in una vettura d’epoca.

Ferrari (38,9%), Honda (34,2%), Ford (32,6%) e BMW (31,6%) sono tra i marchi maggiormente coinvolti in questo tipo di problematiche

Segue la Mercedes-Benz con il 25,9% di auto con contachilometri falsificati, mentre su tutti i modelli di Porsche classiche controllate, il 20,1% ha subito un’alterazione del chilometraggio.

Auto d’epoca, l’esperto: “Una Porsche su 5 che ha più di 30 anni è soggetta a una contraffazione del contachilometri”

Secondo i nostri dati, una Porsche su 5 che ha più di 30 anni è soggetta a una contraffazione del contachilometri. Si pensi alle somme spese in eccesso da collezionisti e appassionati, dato che questi marchi hanno una domanda elevatissima nel mercato internazionale delle auto d’epoca“, afferma Matas Buzelis, esperto automobilistico di carVertical.

Auto d’epoca, i brutti esempi si commentano da soli

L’acquisto di un’auto, soprattutto se d’epoca, con un chilometraggio elevato occulto può comportare un grave rischio finanziario. Le auto perdono valore nel tempo a causa dell’usura e questa svalutazione è strettamente legata al numero di chilometri percorsi. Per questo motivo, quando si acquista un’auto senza conoscere il numero effettivo di chilometri percorsi, si rischia di pagare un prezzo nettamente superiore al valore reale dell’auto e di incorrere in ulteriori spese in futuro.

A titolo di esempio, si propone sotto un report di carVertical per la Mercedes-Benz 560 (1987). Il contachilometri di quest’auto d’epoca indica che ha percorso circa 75.000 chilometri, un valore accettabile per un’auto d’epoca. Tuttavia, un rapido controllo dello storico del veicolo mostra che il chilometraggio effettivo di quest’auto è stato di 295.269 chilometri, ben 219.936 km in più rispetto all’ultima lettura del contachilometri. Anche ignorando il picco di 295.000 chilometri, il contachilometri ha registrato in precedenza più di 180.000 chilometri, che è significativamente superiore all’ultimo valore registrato.

Un altro esempio di questa pratica fraudolenta è rappresentato dal modello di BMW Serie 3 coupé prodotto nel 1990. Nonostante il contachilometri indichi 123.243 chilometri, il report rivela che ha percorso 200.000 chilometri tra il 2018 e il 2020. Nonostante si tratti della stessa auto, le differenze di valore tra un veicolo che ha percorso più di 300.000 chilometri e uno con poco più di 100.000 chilometri possono essere notevoli, in quanto molti componenti essenziali potrebbero aver raggiunto la fine del proprio ciclo di vita avendo superato la soglia dei 300.000 chilometri.

Cosa controllare quando si acquista un’auto d’epoca?

Le auto d’epoca conservano il proprio valore per diverse ragioni tra cui la rilevanza storica, i successi negli sport motoristici, il design iconico, la nostalgia per particolari periodi storici, ecc. I collezionisti e gli investitori più esperti possono considerarle un potenziale asset, tuttavia, per ottenere il massimo da un’auto d’epoca, è estremamente importante ispezionare il veicolo prima di acquistarlo. Proprio per questo motivo è necessario servirsi del numero di telaio dell’auto per conoscerne il passato.

Gli acquirenti dovrebbero controllare la corrispondenza dei numeri di identificazione del veicolo (VIN) in alcuni punti dell’auto, di solito dietro il parabrezza, nella parte inferiore del lato guida, nel telaio della portiera del conducente o sotto il cofano, proprio sul coperchio del motore. Sebbene alcune auto abbiano il numero di telaio impresso sul motore, le auto d’epoca spesso lo riportano anche nei documenti. Tutti i numeri di telaio dovranno coincidere per poter dimostrare che il veicolo sia autentico.

Gli acquirenti dovrebbero anche ispezionare attentamente sia gli interni che gli esterni dell’auto. Controllare che la carrozzeria non presenti tracce di corrosione e misurare lo spessore della vernice per individuare eventuali riparazioni. Se la vettura è in ottimo stato e non è mai stata riverniciata prima, potrebbe essere un vero gioiello. Lo stesso vale per gli interni e la loro usura: alcune parti di rivestimento interno possono essere molto difficili da trovare e da restaurare, anche per gli artigiani più esperti.

Da ultimo, ma non per questo meno importante, occorre richiedere la scheda di manutenzione completa dell’auto: le vetture che ne sono provviste sono spesso molto più preziose delle altre. È opportuno verificare ogni documento che provi un lavoro specifico eseguito sul veicolo. La trasparenza aumenterà notevolmente il valore dell’auto, poiché le auto d’epoca con un passato poco chiaro non avranno mai lo stesso valore di quelle con una storia immacolata. Sebbene i truffatori possano cercare di vendere un’auto d’epoca con un passato ambiguo al prezzo più alto possibile, è improbabile che qualcuno paghi una cifra simile.

Max