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Borsellino, la denuncia di Morra (Antimafia): “Oggi, a 28 anni dalla strage non c’è ancora la verità”

Ultimo aggiornamento 20:31
NELLA FOTO UN CITTADINO CHE DEPONE UN MAZZO DI FIORI IN VIA D'AMELIO DAVANTI ALLA LAPIDE

Come ricordato già da ieri, oggi ricorre il XXVIII anniversario dell’orribile strage di via D’Amelio, a Palermo, dove perse drammaticamente la vita il Giudice Paolo Borsellino ed i suoi uomini di scorta.

Stamane ‘come da copione’ è andata in scena la commemorazione con la solita ‘via Crucis’ di personalità delle istituzioni e politici che, ligi al doveroso ricordo, si sono recati in via D’Amelio per deporre le corone di fiori. Ma tutto questo in realtà poco aggiunge alla vergogna che ammanta l’orribile strage.

Borsellino, il presidente Morra: “La verità non c’è”

Come ha infatti tenuto a ricordare Nicola Morra, presidente dell’Antimafia: “Non basta la volontà di un singolo ma serve una volontà condivisa e basta che uno solo questa volontà non ce l’abbia e tutto svanisce. Ancora dopo 28 anni la verità sulla strage Borsellino non c’è e non è detto che il prossimo anno o tra due anni ci possa essere. Tutti quanti ci auguriamo che si possa arrivare alla verità, ma se ancora oggi ci sono queste difficoltà dobbiamo prendere consapevolezza che le forze contro cui combattiamo non sono forze irrilevanti”.

Morra: “Nessuno lo ascoltò dopo la strage di Capaci”

Quindi il presidente dell’Antimafia ha aggiunto che “C’è qualcuno che ogni tanto tira fuori l’argomento che Borsellino è stato ucciso per la trattativa, qualcun altro che è stato ucciso per il dossier mafia e appalti. Tutte le ipotesi possono essere credibili fino a quando non si riuscirà ad avere una forza compatta. Io mi domando – denuncia ancora Morra – in quali altre occasioni un uomo così legato a un magistrato saltato in aria, pur avendo tanto da dire non sia stato sentito dalla magistratura, Paolo Borsellino dopo la strage di Capaci non è stato ascoltato e questo resta assurdo“. Quindi l’amara conclusione: “Troppe volte la verità la si ottiene attraverso una serie di comportamenti plurimi che sono ispirati al senso del dovere“.

Max