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Conte e l’attacco al calendario, cosa è successo

Ultimo aggiornamento 12:07

Pari e rimpianti per l’Inter. E un po’ di rabbia. Per il gol convalidato alla Roma dopo il fallo di Kolarov e per un calendario ritenuto da Conte ‘folle’. I nerazzurri gettano alle ortiche l’ultima flebile speranza di scudetto, ora consegnato in mano alla Juventus che questa sera non dovrà fare altro che accettare l’invito. O nella peggiore delle ipotesi aspettare ancora un po’ per festeggiare.

A Roma, contro i giallorossi, l’Inter non va oltre il 2-2 e i rimpianti per una stagione che avrebbe potuto segnare il ritorno in vetta si è trasformata nell’ennesima occasione non sfruttata. Per questo la rabbia di Conte ha investito tutto e tutti. Anche il calendario, ritento incomprensibile dall’allenatore nerazzurro.

“C’è un’anomalia”

Un attacco frontale quello dell’allenatore nerazzurro, che ha colpito un po’ la Lega e un po’ la stessa società nerazzurra: “E non passi inosservato il nostro calendario, che è folle e per metterci in diffcoltà – ha detto Conte ai microfoni di SkySport -. Le nostre avversarie hanno sempre usufruito di un giorno di riposo in più, abbiamo sempre giocato alle 21.45. E sono cose che paghi, come la stanchezza. C’è un’anomalia. Non voglio fare polemica nè trovare scuse”.

Ancora: “Gli orari li sceglie la Lega? Evidentemente non eravamo presenti. Il nostro calendario è folle mentre in altre situazioni si hanno cinque giorni di riposo. Giochiamo e ci alleniamo a 29/30 gradi. Ora noi rientriamo alle 4 di notte, domani facciamo defaticante e poi prepariamo la partita alle 21.45 contro la Fiorentina. Ma nei momenti di difficoltà, se tirano uno schiaffo lo tirano all’Inter”, ha ribadito Conte.