Home POLITICA ESTERI Erdogan: “Iniziata operazione contro i terroristi”. Esplosioni al confine siriano

Erdogan: “Iniziata operazione contro i terroristi”. Esplosioni al confine siriano

Ultimo aggiornamento 16:06

Parlando di imponenti colonne di fumo che si innalzano dagli edifici, è stato un inviato dell’emittente televisiva ‘Cnn Tur’ il primo a dare notizia dell’atteso attacco turco nei confronti della Siria, riferendo di violente esplosioni che hanno scosso la città siriana di Ras al-Ain, a ridosso del confine con la Turchia.
“Le Forze Armate turche, insieme all’Esercito nazionale siriano, hanno appena lanciato un’operazione contro il Pkk, le Ypg e i terroristi di Daesh (Isis) nel nord della Siria. La nostra missione è impedire la creazione di un corridoio del terrore lungo il confine meridionale della Turchia, a ridosso della frontiera con la Siria, e portare la pace nell’area“.
Attraverso Twitter è stato lo stesso presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, a confermare l’attacco già preannunciato da giorni.
Nello specifico, il presidente turco ha aggiunto che “Questa operazione servirà a neutralizzare le minacce del terrore contro la Turchia e a portare alla creazione di una zona sicura, a facilitare il ritorno dei rifugiati siriani nelle loro case. Garantiremo l’integrità territoriale della Siria e libereremo le comunità locali dai terroristi“.

La Siria: ‘violate le risoluzioni Onu’. Curdi ‘pronti’

Sul fronte siriano fino a poche ore fa da Damasco era giunto l’ordine di “mostrare determinazione nel fronteggiare l’ aggressione turca con “tutti i mezzi legittimi”. Precedentemente la Siria aveva già espresso “condanna nei termini più forti le intenzioni di Ankara”, definite “una flagrante violazione del diritto internazionale e delle risoluzioni del Consiglio di Sicurezza dell’Onu“. Damasco ha inoltre tenuto a sottolineare che se l’operazione propagandata da Ankara si protrae oltre i limiti sopportabili, la Turchia verrà considerata alla pari di “un gruppo terroristico, perdendo così il suo status di Paese garante nel processo di Astana”.
Sul fronte curdo, che ha chiesto ai suoi residenti all’estero di propagandare le proteste per questo attacco, è stata annunciata “una mobilitazione generale di 3 giorni nel nord e nell’est della Siria”
Max