Home SPETTACOLO MUSICA I Carboidrati omaggiano il grande Stefano Rosso

I Carboidrati omaggiano il grande Stefano Rosso

“‘Una storia disonesta’ per noi ha sempre rappresentato un emblema di originalità, dalla scrittura risolutiva, allegorica e diretta, all’andamento della melodia calzante e ritmica. Oggi, come allora, questo brano riesce a raffigurare in modo efficace e simpatico l’etica ipocrita della società in cui viviamo, rimanendo ancora oggi un’icona dei brani di protesta. ‘E questa amici miei è una storia disonesta e puoi cambiarci i personaggi ma quanta politica ci puoi trovar’, conclude infatti, il brano”.
Un’iniziativa senz’altro lodevole quella messa su da ‘I Carboidrati’, giovanissima band calabresi di Cirò, prodotti in questa inedita avventura dal rodato Marco Petriaggi. L’idea di omaggiare il grandissimo cantautore romano icona degli anni ’70
(‘Letto 26’, ‘E allora enti cosa fo’, ‘L’italiano’, ‘La banda egli Zulù’, ‘Ma niente più’, ‘Ragazza sola’, solo per citarne lacune), è a nostro avviso un bellissimo omaggio ad un artista che non ha raccolto quanto seminato nell’arco della sua difficile e tormentata esistenza. Nato a Roma il 7 dicembre del 1948, e deceduto il 15 settembre del 2008, Stefano Rosso è stato un grande musicista, un poeta ‘metropolitano’ ed un uomo di rara sensibilità. Basti pensare che, già navigato nel mondo delle sette note, non esitò ad arruolarsi nella Legione Straniera per una delusione d’amore. Ed il fatto che ancora oggi una band di giovani musicisti con alle spalle diverse esperienze (da ‘Amici’ al Concertone del Primo Maggio, passando tra gli altri per Sanremo Giovani), ‘maturate’ in contesti oggi lontanissimi dall’allora assoluto dominio del cantautorato, abbiano scelto Stefano Rosso è quasi ‘miracoloso’.
E per dare alla canzone una collocazione ‘temporale’ neutra – Santa Mari ain Trastevere sarebbe stato forse troppo scontato – Pasquale Sculco (voce e chitarra), Pietro Sculco (chitarra), Antonio Sessa (basso), Pierpaolo Gangale (batteria) e Leonardo Carluccio (tastiere), probabilmente spinti anche dalla regia di Xela, hanno ambientato il videoclip del brano in una ‘location’ storica come il pasoliniano Parco degli Acquedotti (da ‘Mamma Roma’ a ‘La ricotta’), e ‘La Sapienza’.
Visibile sul link: https://youtu.be/budUh7qIIiA, questa ‘rivisitazione’ di ‘Una storia disonesta’ è stata realizzata completamente in ‘Home-Recording’. Bravi.
Max