Insieme, sulla spiaggia per connetterci con il meglio di noi

    “La spiaggia. La riva del mare è uno scenario interiore, è anche la riva di noi stessi, il punto in cui il mare accarezza la terra con il suo ritmo. La spiaggia è un luogo mitico, in spiaggia siamo una versione più essenziale e nuda di noi stessi ma anche più libera, sensuale e magica, in un rapporto intimo con gli elementi, si sospendono le ostilità, si rivolge lo sguardo verso l’orizzonte. La spiaggia è il più grande effetto speciale che possiamo desiderare per aumentare l’intensità che la musica riesce a creare quando passa attraverso i corpi riuniti in un luogo reale, con i sensi spalancati. Per questo Jova Beach sarà più di un concerto e più di un festival, anzi non direi ’più’, non è una mica una gara, ma sarà oltre, sarà diverso, sarà una festa nel senso più avanzato e più antico, sarà quello che vivremo insieme. Per connetterci con un livello nuovo e dimenticato di esperienza fatta di vitalità, legame con l’energia dell’universo ma senza pensarci troppo, godendoci la musica, la sabbia, vento, sale, suono, luce, piedi a contatto con la terra, frequenze basse che arrivano fino a dentro le ossa e le fanno vibrare, estasi, entusiasmo, passione, piacere e scoperta di sé. Acqua, fuoco, elettricità, come dice la canzone. Hanno fotografato un buco nero, emozionante, noi fotograferemo una stella che nasce, che ve ne pare?”.
    Così, attraverso una lunga riflessione dedicata all’imminente tour stivo che lo vedrà protagonista sulle spiagge italiane, Jovanotti ha voluto condividere con i suoi numerosissimi fans pensieri e riflessioni in merito a questa sua nuova avventura musicale, ed alle motivazioni che l’hanno ispirata.
    “Jova Beach Party è una cosa diversa dal solito e le cose nuove vanno pensate evitando i pensieri già pensati – spiega ancora il rapper di Cortona – Si può essere nuovi tutti i giorni, non è una questione di età, io in certi giorni mi sento da buttare ma ci sono quei giorni in cui spacco, me ne accorgo e me li godo e cerco di capire cosa accade in quei momenti, e non dipende dal lavoro che si fa, è una pratica che ha a che fare con qualcosa di più profondo, e la musica mi aiuta sempre, da sempre. Siamo animali romantici, ancora prima di essere ’sociali’, ci piace sognare e trascendere la realtà. Vivere ogni attimo nel presente che si muove, non nel presente che sta fermo, perché l’attimo non sta fermo mai nemmeno se lo costringi. C’è troppo odio in giro, bisogna mettere in circolo belle sensazioni, senso di rinascita, meraviglia e collaborazione. Vorrei che fosse un’esperienza bella e straordinaria, ovvero oltre l’ordinario. Per me è già straordinario nella sua progettazione e messa a punto e quando ci ritroveremo tutti insieme lì… se ci penso già ballo”.
    “L’estate si avvicina!!!! Quante meraviglie in arrivo! – aggiunge Lorenzo – Jova Beach è un’idea che ha preso forma guardando le persone ai miei concerti in una vita di live. Chi c’è stato anche solo una volta può capire cosa intendo. C’è un’atmosfera speciale. Negli anni passando dalla consolle dei locali agli stadi attraverso tutti i luoghi possibili si è sviluppata una lingua fatta di canzoni, di sorprese, di aspettative, invenzioni, ritrovi, parole chiave, segnali. Scegliere un luogo dove suonare può essere parte del viaggio da fare insieme, una parte molto bella. La spiaggia era il desiderio più grande, come se ogni passo fatto, ogni nota suonata ogni passo di danza portasse lì”. Ovviamente l’artista, da sempre attento alla causa ambientalista tiene a subito precisare che “lasceremo la spiaggia più pulita di come l’avremo trovata. trovata, l’obiettivo è andare via più vivi di quando ci siamo arrivati”. 
    Lo show, che sarà il centro vibrante di una sorta di villaggio musicale itinerante, che attingerà energia laddove si posa:  “Ogni luogo ha un’anima, i latini lo chiamavano ’genius loci’, è lo spirito che abita il posto e interagisce con quello che accade – scrive l’artista – Fare una festa in spiaggia vuol dire evocare molti di quelli che i brasiliani (non solo loro, alla fine si danno nomi diversi a storie simili) chiamano ’Santos’ oppure ’orixas’, che sono incarnazioni delle forme del mondo: il mare, la terra, il fuoco, la notte, la via, il ritmo, il sesso, il mistero, l’amore, l’ordine, il caos, la lotta, la pace, la bellezza, la forza, l’intelligenza, l’ebbrezza, il tempo, la ragione, il desiderio, tutti gli archetipi fondamentali. Che poi è quello che fa la musica, anche se non ci pensiamo lei lo fa, per questo nonostante cambino i metodi di distribuzione delle canzoni il live continua ad attrarre gli umani, è insostituibile e soprattutto è una frontiera tutta da esplorare. Da sempre gli artisti e il pubblico vanno alla ricerca di luoghi speciali dove incontrarsi, un po’ come si fa nelle storie d’amore”.
    E’ evidente, scrive Jovanotti, che “c’è troppo odio in giro, bisogna mettere in circolo belle sensazioni, senso di rinascita, meraviglia e collaborazione. Sebbene il tempo in cui stiamo vivendo sia affollato di risentimento, scoppi di rabbia spettacolarizzati, strumentalizzazioni, bugie, generalizzazioni, furbate, inganni, cacciatori di click, pulsioni a mortificare ogni slancio vitale, per me è prezioso ripetere e dimostrare che le cose si possono fare. Ogni giorno mi confronto con passi in avanti e forze che frenano e mi insegnano che l’entusiasmo è un tipo di energia che ha bisogno di confrontarsi con ciò che è possibile, in una specie di danza della realtà, con gli strumenti che abbiamo oggi, e realizzare una sintesi vera, senza saltare la fila ma un passo alla volta, come nella musica, che non a caso è fatta di tempo e di scale. Nutrire il coraggio attraverso lo stupore e la meraviglia ma anche attraverso le difficoltà che uno incontra. Non solo – ribadisce ancora l’artista concludendo questo suo lungo ed articolato post – lasceremo la spiaggia più pulita di come l’avremo trovata, questo è il minimo, l’obiettivo è andare via da quella spiaggia più vivi di quando ci siamo arrivati, è questa la vera sfida, che apre le porte della percezione”.
    Max