Lazio Nuoto, storia di un futuro incerto: parola ai protagonisti

    L’unico ‘straniero’ nello spogliatoio della Lazio pallanuoto arriva da Ladispoli. Gli altri sono tutti romani, la maggior parte laziali. Il senso di appartenenza è il motore che spinge la squadra a lottare, a sperare. A non cadere, nonostante il periodo complicato, probabilmente il più difficile della storia della Lazio Nuoto. Il bando emesso dal Comune di Roma ad inizio anno mette infatti a rischio l’esistenza stessa della Lazio Nuoto, società storica e con tradizione centenaria: “Purtroppo non è semplice: la squadra risente di questa situazione, perché il futuro è incerto”. Le parole del capitano della Lazio Pallanuoto Federico Colosimo sono lo specchio dell’attuale situazione dell’intera società.  
    L’impianto della Garbatella è stato messo a bando dopo 33 anni di gestione biancoceleste, il futuro ora è ancora tutto da scrivere: “Non sappiamo nemmeno dove giocheremo la prossima stagione – racconta Colosimo a Italia Sera – Tra di noi c’è qualcuno che fa solo questo per mantenersi, stiamo parlando di una cosa serissima”. Il problema si è presentato lo scorso gennaio, quando il Comune ha indetto il bando per la riassegnazione dell’impianto di Via Giustiniano Imperatore, alla Garbatella. Piscina gestita da 33 anni dalla Lazio Nuoto, che tre mesi fa ha perso la concessione e aspettava una proroga per organizzare un project financing in grado di delineare il futuro della società bianconceleste.   
    Non c’è stato tempo però per organizzare un piano di recupero, perché il bando è stato emesso in tempi record, anche se al momento è stato posticipato al mese prossimo, in attesa di una decisione definitiva. Una situazione incerta che si ripercuote anche sugli atleti attualmente impegnati nei campionati in corso. Come la Lazio Pallanuoto, sezione della Lazio Nuoto Nuoto capace negli anni di raggiungere ottimi risultati sportivi: “Facciamo tantissimi sacrifici per giocare: ci alleniamo moltissime ore al giorno, tutti i giorni – Racconta Federico Colosimo, capitano della squadra a Italia Sera- Ci alleniamo la mattina, poi c’è chi va al lavoro o all’università, per poi tornare ad allenarci la sera. Il venerdì poi spesso partiamo insieme per le trasferte, che non sono quelle nel mondo del calcio. La società non ha molti mezzi a disposizione, quindi a volte è faticoso affrontare certi viaggi”.  
    Il tutto animato da un senso di appartenenza che ha spinto diversi giocatori a rifiutare proposte a volte più vantaggiose, pur di continuare a difenderei colori biancocelesti: “In questa situazione c’è anche incertezza a livello economico, perché i rimborsi spesa che prendiamo non è detto che arrivino puntualmente. Insomma, facciamo il massimo per amore di questa squadra. Noi stiamo cercando di isolarci il più possibile, ma non è facile. Anche perché non c’è certezza nemmeno nelle tempistiche. Il bando sarebbe dovuto esserci nei giorni scorsi, ora si dovrà aspettare qualche altra settimana. In questo modo non si può progettare il futuro. E in ogni caso anche se la Lazio dovesse rimanere in questo impianto, lo farebbe pagando un canone enormemente aumentato, mentre finora versava una quota simbolica”.  
    Nonostante l’incertezza con un futuro poco chiaro all’orizzonte, la squadra di pallanuoto è unita e lotta per i propri obiettivi: “Noi vorremmo continuare a giocare nella Lazio, perché qui oltre ad un discorso saporivo si è venuto a creare una situazione affettiva. Siamo un gruppo affiatato, facciamo tutto per questa squadra. C’è in passato chi ha rifiutato contratti pluriennali dalla Roma per esempio pur di rimanere in questa società.  Una società storica tra l’altro, che in 33 anni ha gestito alla grande questo impianto. Qui sono nati grandissimi dello sport italiano, medaglie olimpiche e mondiali. In questo caso il tonfo sarebbe davvero grande, perché la Lazio Nuoto è una società storica e gloriosa. Qui non stiamo parlando della pallanuoto come uno sport minore, in questo caso la Lazio non è proprio calcolata. In ogni caso quindi la Lazio ne esce con le ossa rotte”, conclude Federico Colosimo.  
     

    Lazio Nuoto, le parole del vicepresidente Siniscalchi  

    Dopo 33 anni di gestione la Lazio nuoto rischia ora seriamente di dover abbandonare l’impianto della Garbatella, un impianto in grado di fornire gli strumenti ideali per crescere campioni e allo stesso modo una struttura in grado di fornire aiuti ed assistenza a disabili o anziani, che nella maggior parte dei casi possono usufruire a prezzi contenuti dell’impianto. Ed è proprio questo il punto che più di tutti la Lazio contesta al Comune, ossia di non premiare adeguatamente “il sociale e l’agonismo e soprattutto di non tutelare chi con criticità oggi nuota gratis in piscina- si legge in un comunicato – le fasce deboli, lo sport d’alto livello, compreso quello paralimpico, a cui attualmente vengono destinati i ricavi della Garbatella”.  
     Bando che fornisce pochi punti ai meriti sportivi, favorendo, secondo la società biancoceleste, chi organizza lo sport a scopo di lucro: “E’ ancora tutto in stand-by, il bando è stato rimandato al prossimo mese”.  Ha dichiarato l’avvocato Renato Siniscalchi, vicepresidente della Lazio Nuoto in esclusiva per Italia Sera: “Io credo che il motivo del rinvio sia da attribuire alla mancata formazione della commissione, non credo che il ritardo sia dovuto al fatto che ci sia l’intenzione di sospendere il bando”.  
     “Potrà uno scoglio arginare il mare?”. L’avvocato Siniscalchi cita Lucio Battisti per delineare la situazione della Lazio Nuoto: “L’ipotesi della revisione del bando era stata avanzata dal presidente della commissione sport Angelo Diario, che nei giorni scorsi ha fatto una dichiarazione d’intenti in cui ha dato ragione alla Lazio su molti punti. In quelle dichiarazioni affermava che si sarebbe dovuto fare qualcosa, ma al momento alle parole non sono corrisposti i fatti. Il bando doveva essere sospeso, per il momento invece è stato solo rimandato”.  
     Continua il vicepresidente della Lazio Nuoto Renato Siniscalchi: “La Lazio gestisce quest’impianto da 33 anni, nel migliore dei modi. Promuove lo sport ad ogni livello, garantendo prezzi contenuti e dando la possibilità alle famiglie di fare sport senza doversi svenare. Di base la funzione espletata dalla Lazio è sempre stata una funzione catalizzatrice di positività anche per le famiglie meno abbienti. Dando la possibilità a tutti di fare sport, consentendo ai giovani di avere obiettivi sani e costruttivi, salvandoli quindi da attività sociali complesse. La Lazio Nuoto è infatti una delle pochissime società in Italia che possiede una sezione paralimpica, che ha sfornato tra l’altro diversi campioni. La popolazione inoltre ha spesso espresso il suo giudizio a favore della gestione della Lazio Nuoto dell’impianto della Garbatella. A tal proposito c’è stato anche un sit-in che ha coinvolto centinaia di persone che davanti al campidoglio hanno manifestato contro il bando raccogliendo più di 1400 firme”.  
     Un successo, quello avuto dall’impianto della Lazio Nuoto, legato ai valori sportivi che la società biancoceleste è riuscita a tramandare nel tempo, come sottolinea l’avvocato Siniscalchi: “Valori sportivi, sociale e campioni vanno di pari passo. I risultati sportivi portano ad una emulazione positiva dei valori dello sport. Un grande campione può spingere un ragazzo a scegliere di praticare sport, senza campioni invece scema la voglia di emulazione. Per questo intaccare una società gloriosa come la Lazio Nuoto può essere controproducente. Distruggere la storia non è sempre positivo, anzi. Non si può far chiudere una società storica come quella della Lazio Nuoto. E’ questo il mio auspicio: che le cose possano mettersi a posto”. Idee chiare quelle del vicepresidente della Lazio Nuoto, che non riesce però ad essere fiducioso sulla situazione: “Non posso esserlo. Non mi piace questa parola. Io giudico i fatti, che al momento non sono arrivati, a dispetto delle tante parole che si sono spese sull’argomento”, ha concluso Renato Siniscalchi.