Home SPORT CALCIO Mino Raiola: “Donnarumma? Volevo portarlo via da questo Milan. Avevo ragione”

Mino Raiola: “Donnarumma? Volevo portarlo via da questo Milan. Avevo ragione”

Ultimo aggiornamento 13:36

Quando sente odore di affare lui c’è sempre. Potrebbero chiamarlo il Re Mida dei procuratori: tutto quello tocca diventa oro. Mino Raiola è uno degli agenti più potenti al mondo, di sicuro il più influente in Italia. Non è un caso che portino la sua firma colpi come De Ligt alla Juve (il difensore più caro della storia della Serie A) e di Manolas al Napoli.

Ultimo ma non di certo per importanza l’arrivo di Zlatan Ibrahimovic al Milan. Il fuoriclasse svedese reduce dall’esperienza in MLS è tornato in Serie A per chiudere al meglio la sua carriera stellare. 38 anni, non più un ragazzino ovviamente, ma tanta esperienza da portare alla causa rossonera. E proprio Raiola, l’agente di Zlatan, ha spiegato a Repubblica i motivi del ritorno dello svedese. E non solo.

“Zlatan è tornato per divertirsi”

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Same Zlatan. Different Devil. @acmilan Arrivo

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L’influente agente ha commentato il ritorno di Zlatan al Milan: “Zlatan è tornato per divertirsi e per far divertire il mondo. Non potevo permettere che il suo ultimo palcoscenico fosse Los Angeles. Questi sei mesi saranno come l’ultima tournée dei Queen, un lungo tributo: bisognava farlo a San Siro. Chi ha convinto chi? Abbiamo litigato a ogni trasferimento. Se fossi ignorante, penserei che sono sempre stato io a decidere le sue squadre, invece a 52 anni credo di aver capito che lui decide e poi mi fa credere che la decisione l’ho presa io”.

Da un giocatore rossonero all’altro, questa volta Donnarumma. Raiola ha spiegato, in modo piccato, il perché volesse portarlo via da Milano la scorsa estate: “Dovrebbero chiedermi scusa per Donnarumma: Mino, avevi ragione tu. Volevo portarlo via perchè non mi fidavo di quel Milan, come non mi fidato dell’Inter di Thohir, e ditemi se non avevo ragione”. Sarò poco romantico e politicamente scorretto, ma il mio scopo è massimizzare la carriera dei miei giocatori. Mi chiedo sempre: “Cosa farei se fosse mio figlio”, ha concluso Raiola nell’intervista a Repubblica.