PISAPIA SI E’ AFFACCIATO ED HA CAPITO CHE NON ERA COSA. QUI E’ TUTTO DA RIFARE DACCAPO

    “Non è che Pisapia era il leader di una coalizione e si è dimesso. Ha esplorato ma non ha trovato in sé stesso o nel gruppo di riferimento una motivazione sufficiente ad andare avanti. Mi dispiace”. Così Romano Prodi, intervenendo stamane nell’ambito della manifestazione culturale ’Più libri Più Liberi’, ospitata nel neo centro polifunzionale ’La Nuvole’ di Fuskas a Roma. Sollecitato da da Virman Cusenza, il ’Professore’ ha spiegato che “non è stata una defezione perché Pisapia non aveva deciso. Ha studiato il campo e poi ha concluso che non era cosa. Il tentativo mio e di Fassino di incollare la situazione non ha funzionato. Ma il processo va avanti, si tenterà di nuovo perché è un processo importante e utile al Paese.Qui – ha aggiunto Prodi, sempre a proposito del centrosinistra – il problema è che bisognerebbe ricominciare daccapo. Quando sono entrato in politica c’era un disegno molto preciso delle forze da mettere insieme e sui contenuti. Poi, il Paese brucia tutto e critica le 400 pagine di programma. Dopodiché arriva il programma di 140 caratteri e non è che sia più soddisfacente di quello che c’era prima. Un programma politico può essere anche di 6 volumi, poi si mettono in fila le cose importanti da fare, ma quando c’è una coalizione ampia è chiaro che uno deve scrivere anche dettagli di poca importanza. Non è il senso del ridicolo che guida questo, ma il realismo. Ma perché i tedeschi ci mettono 6 mesi a fare un programma di governo? – conclude infine l’ex premier – Mica non sanno leggere e scrivere… ma cos’è questa superficialità? Se dovete mettere insieme delle tessere complicate, bisogna pur mettere insieme tante cose”.
    M.