REFERENDUM SULLA ’BUONA SCUOLA’: LE ‘QUASI’ 500MILA FIRME VALIDE CONSEGNATE IN CASSAZIONE NON SONO BASTATE. IL COMITATO: ‘ESPERIENZA STRAORDINARIA’

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    Tramonta la possibilità di veder indetto un referendum sulla ‘Buona Scuola’: la Corte di Cassazione ha infatti ritenuto insufficienti le firme valide per la proposta dei quattro quesiti referendari contro la legge 107. E’ stato lo stesso Comitato referendario di Vicenza, attraverso la sua pagina Facebook, a sottolineare che non sono stati raggiunti i 500mila voti validi necessari per andare al voto. Lo scorso 3 agosto scorso il Comitato referendario aveva consegnato in Cassazione 515mila firme. “Poche migliaia di firme in meno non consentono di giungere alla prova referendaria. E’ stata comunque una straordinaria esperienza di confronto e che ha dato voce a centinaia di migliaia di cittadini/e, lavoratori/trici, pensionati/e e studenti che con la loro firma hanno manifestato contrarietà per i contenuti di una legge che snatura il valore costituzionale della scuola pubblica”, sottolineano dal Comitato referendario per l’abrogazione della ’Buona Scuola’. Si legge nel comunicato. “L’avvio dell’anno scolastico in corso ha evidenziato le contraddizioni, ha messo a nudo tutti gli aspetti, negativi, confusi e anticostituzionali della cosiddetta ’Buona scuola’: contenziosi legali infiniti, cattedre vuote, alunni disabili ancora senza sostegno, uffici nel caos, tutto per l’arrogante pretesa di poter fare a meno di ogni serio confronto con il mondo della scuola, con i lavoratori, con gli studenti e chi li rappresenta. Il consenso alle nostre battaglie sostenuto – ricorda il Comitato referendario – dai quasi due milioni di firme, indica una direzione, ci invita ad andare avanti, non arretrare. Le associazioni e le organizzazioni sindacali che hanno dato vita alla campagna referendaria proseguiranno nel contrasto alla legge 107 e alle sue nefaste conseguenze per la scuola della Costituzione”.