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Bibbiano divide Salvini dalle Sardine. In mezzo i bambini

Ultimo aggiornamento 20:24

Così vicini, così lontani. Era accaduto lo scorso novembre a Bologna. In serata a Bibbiano, comune emiliano ben noto per le tristi cronache che ben ricordiamo (anzi, che non dimentichiamo), a nemmeno 200 metri di distanza – con in mezzo un cordone di 200 agenti – due piazze hanno ospitato Matteo Salvini, con la candidata governatrice Borgonzoni, mentre, dall’altra, le Sardine dei fondatori Mattia Santori, Roberto Morotti, Giulia Trappoloni e Andrea Garreffa. Molti no lo sanno ma, la ‘baruffa’ a distanza è iniziata già dall’assegnazione delle piazze, poi risolta dal diritto di prelazione, con piazza della Repubblica poi andata alla Lega, e invece piazza Libero Grassi, alle Sardine ed al flash-mob iniziale.

‘Giù le mani dai bambini’

Abbastanza evidente il tono che ha accompagnato il comizio leghista, introdotto da uno striscione con su scritto: ‘Giù le mani dai bambini’. Sul palco anche la mamma di Tommy Onofri (rapito ed ucciso a soli 17 mesi nel 2006), che aveva contattato il lader leghista per avere solidarietà, in quanto proprio ieri una delle complici del delitto è uscita dal carcere con un permesso premio.
Stasera siamo qui anche per dare voce a chi non c’è più, perché ci sono mamme e papà che non hanno retto, che non ci sono più“, esordisce infatti Salvini, che poi continua, “Stasera vuole essere una serata per unire, non della politica. Dispiace che a qualche metro di distanza ci sia chi è pronto a fare polemiche – aggiunge poi alludendo alle Sardine – Il bene dei bambini deve unire tutti. Noi non siamo qui ad accusare nessuno, ma a chiedere giustizia, fin da domani faremo tutto il possibile per avere giustizia. Più di 26mila bambini lontani, in alcuni casi con motivi giustificati – ha urlato il leghista – ma se uno solo dei 26mila bambini fosse lontano senza motivo è dovere di popolo dignitoso riportarlo a casa. Alcuni bambini, ce lo diciamo, sono stati portati via per un business, per fare quattrini. C’è da rivedere la legge sull’affido condiviso. Io – assicura Salvini – sono pronto a dare la vita per riportare a casa questi bambini“.

“Proteggiamo Bibbiano dalla gogna”

Come dicevamo il tema è lo stesso ma le motivazioni differenti e, come è giusto che sia, anche le Sardine hanno la loro da dire. Anche se ad onor del vero, bene avrebbero fatto a non menzionare i trascorsi (altrimenti indiscutibilmente vergognosi), limitandosi a fare musica. A spiegarlo è il rappresentante del Movimento per l’Emilia, Youness Warhou, “Siamo in piazza per lo stesso motivo per cui ci hanno invitati i cittadini: cercare di proteggere Bibbiano dalla gogna mediatica esercitata in questo ultimo anno. Purtroppo sembra prevalgano gli argomenti vuoti e chi grida allo scandalo, invece che le persone che delegano le cose da fare a chi è competente”. Una motivazione ‘fragile’: chi, incontrando un cittadino di Bibbiano può associarlo ad un orco? Una ‘difesa’ onestamente esagerata. Tutti sanno che fu una questione ‘istituzionale’ e non popolare, i cittadini sono state le prime vittime.
Anche qui campeggiano gli striscioni, oltre all’ormai classico ‘Bibbiano non si lega’, uno cita Liliana Segre: “pensate con la vostra testa, e non con quella di chi grida più forte”. In realtà qui più che a gridare ci sta organizzando per cantare. Infatti, spiegano gli organizzatori: “Abbiamo invitato le Sardine a portare uno strumento musicale per dare vita ad una grande ‘orchestra ittica‘”.
Tornando infine al senso di questa piazza, spiega ancora Younes, “Bibbiano è diventato il paese degli orchi. Se ti presenti e dici che sei di Bibbiano, tutto ciò che l’altra persona pensa è il caso mediatico che ci è stato costruito sopra. Ecco – aggiunge Warhou – vogliamo dare una nuova immagine alla città…“.
Max